PROMO PA | 14 marzo 2020 10:31

Coronavirus, lavoro, formazione e tecnologie

Secondo i dati di un'indagine di App Annie, sembra che in Cina e negli altri grandi paesi asiatici vi sia stata un'impennata del 40% nei download di app nel mese di febbraio 2020 (di cui 1/5 di videogiochi) e che le app del settore "educazione" (con poco meno di 20 milioni di download in una settimana presa in esame) abbiano superato quelle di intrattenimento.

Come effetti del Coronavirus, anche in Italia molti hanno dovuto attrezzarsi per utilizzare velocemente le tecnologie esistenti. Nel mondo della scuola e dell'università un grande sforzo è in corso da parte delle università e del sistema scolastico toscano per utilizzare la didattica digitale - fino ad oggi marginale - a livello massivo. Rimangono le difficoltà sul piano della strumentazione digitale: non tutte le scuole sono dotate di tablet per docenti e alunni, così come la mancanza della banda larga in gran parte del Paese, soprattutto nelle zone periferiche e montane, costituisce una barriera all'accesso per fruire di video e file pesanti. Il digital divide inoltre incide notevolmente su intere fasce – in teoria più giovani - della popolazione, che sono quelle con i figli a scuola. Di fronte alla proposta dell'utilizzo della didattica virtuale tre genitori su 20 lamentano infatti grossi problemi di fruizione per i loro figli.

Nonostante queste difficoltà si assiste a un grande impegno per non privare i ragazzi del supporto scolastico in questo periodo di scuole chiuse. «La scuola – ma potremmo dire la formazione (nda)- continua non solo perché c'è necessità di lavorare a far sì che gli alunni apprendano: la scuola continua perché è consapevole di essere fatta di persone che si rapportano e che hanno bisogno di tenere viva l'interrelazione e il senso di comunità». Così scrive la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Lucca 7, che come molti altri suoi colleghi è alle prese col gestire una situazione che si prevede lunga nel tempo.

Il tema non riguarda solo gli studenti in questo periodo di chiusura delle scuole e delle università ma tutta la pubblica amministrazione. La formazione frontale dei funzionari pubblici è infatti anch'essa sostanzialmente paralizzata dalla necessità di assicurare distanze minime fra gli allievi e oramai è di fatto impossibile per il divieto di spostamenti. La soluzione è quella di utilizzare su vasta scala la formazione a distanza sia attraverso webinar, che con la fruizione di moduli in line. Soluzioni che hanno il vantaggio di non spostare i funzionari dal posto di lavoro e fruibili in qualsiasi momento a costi ridotti.

Qui esistono le stesse difficoltà del mondo scolastico: mancanza di attrezzature e resistenza culturale. Lo dimostra il fatto che molti Uffici formazione della Pa, trovandosi di fronte alla possibilità di erogare la formazione online anziché in presenza, non si sono trovati preparati sul piano organizzativo, tant'è che una minima parte ne ha fatto uso in questo ultimo mese. Vero è che bisogna fare i conti con le competenze interne, che non si inventano dall'oggi al domani: che cosa il personale in servizio sa o può fare? La didattica online non si inventa, i contenuti debbono essere predisposti ed elaborati, i webinar o i corsi online devono essere realizzati con modalità diverse da quelle della didattica frontale.

Per questi motivi Promo Pa ha da tempo elaborato una serie di corsi a distanza sia in modalità online che webinar per rispondere alle esigenze degli Uffici formazione e per consentire a tutti i funzionari, anche a chi in questo periodo fruisce dello smart working, di usufruire della formazione obbligatoria e di quella comunque necessaria per applicare correttamente una legislazione complessa e in continua evoluzione come la nostra.

Ioletta Pannocchia