Oggi | 13 marzo 2020 07:37

Lingotti, borse e abiti spingono l'export 2019

Come si spiega la crescita record dell'export toscano nel 2019 (si veda qui ), salito del 15,6% a 42,7 miliardi, pari a quasi il 40% del Pil regionale?

Innanzitutto con il balzo della voce "metalli preziosi", relativa ai lingotti da investimento prodotti da un paio di aziende aretine: nel 2019 ha segnato +77%, passando da 2,6 a 4,6 miliardi. L'obiezione, in questo caso, potrebbe essere che si tratta di un'attività a basso valore aggiunto, in cui assume un ruolo fondamentale il prezzo della materia prima (cioè dell'oro, le cui quotazioni nel 2019 sono cresciute in media del 19%; aggiungendo l'apprezzamento del dollaro, valuta di riferimento dei lingotti, si arriva a un incremento valuta+metallo di circa il 25%): è questo il motivo per cui in passato l'Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana (Irpet) ha "depurato" dall'export proprio la voce "metalli preziosi".

Se facessimo questa operazione anche per il 2019, l'incremento delle esportazioni toscane sarebbe comunque dell'11%. E questo grazie soprattutto ad altri sette settori che sono il traino delle vendite estere: borse e piccola pelletteria, cresciute del 36% a 5,4 miliardi, vera superstar dell'economia regionale; l'abbigliamento, cresciuto del 35,7% a 3,27 miliardi; i prodotti farmaceutici, saliti del 4.5% a 2,9 miliardi; le macchine di impiego generale, e dunque la meccanica, che ha fatto un balzo del 34,4% a 2,7 miliardi; le scarpe, cresciute del 16,4% a 2,5 miliardi e l'oreficeria-gioielleria, salita dell'11,8% a 2,3 miliardi (ma, considerato l'incremento del prezzo dell'oro, non si tratta di un incremento produttivo ma piuttosto di una flessione). L'ultimo settore "pesante" dal punto di vista dell'export è il vino che, per la prima volta, ha superato il miliardo di euro (+4,4%, si legga l'articolo qui ).

Tutti insieme, questi otto settori valgono più della metà dell'export regionale. In particolare, la filiera pelle formata da concia, borse e scarpe vale ormai quasi 8 miliardi di export. E qualifica la Toscana come uno dei poli più importanti al mondo per queste produzioni.