Oggi | 14 marzo 2020 09:51

«L'industria produca, non cediamo all'emotività»

Il sistema confindustriale toscano (Confindustria Toscana, Firenze, Livorno-Massa Carrara, Toscana Nord, Toscana Sud, Unione Industriale Pisana) scende nuovamente in campo per sostenere la necessità di continuare a produrre, anche nel momento dell'emergenza Coronavirus. «Il sistema produttivo della nostra regione non si può fermare - sostengono le associazioni in una nota congiunta - perché fermare l'industria vorrebbe dire fermare la Toscana; lo diciamo non solo per l'interesse diretto delle imprese, ma per quello più generale della Nazione».

Le associazioni rivendicano l'aiuto dato alle imprese «nella difficile sfida di conciliare la rafforzata esigenza di salute dei lavoratori con la continuazione dell'operatività aziendale. Chiediamo a tutti di condividere questi sforzi, senza cedere all'emotività; con una grande attenzione alla concretezza e con tempi di risposta adeguati alla eccezionalità della situazione che stiamo vivendo». Al presidente della Regione, Enrico Rossi, «chiediamo un impegno - si legge ancora nel documento -nell'individuare insieme alle imprese, accanto alle misure che il Governo sta per adottare, tutte le forme di sostegno immediatamente "esigibili"».

Lo stesso Rossi, incontrando i segretari generali dei sindacati confederali regionali, ha ribadito la sua posizione: «La prosecuzione del lavoro - affermano il governatore e i sindacalisti - nelle forme e nei modi possibili, insieme alla tutela del bene fondamentale della salute dei lavoratori, è essenziale per combattere questa epidemia e per favorire e mantenere le condizioni minime di vita anche delle imprese per la futura ripresa». L'obiettivo, dichiarano, deve essere quello di adottare sui luoghi di lavoro tutte le tutele per la sicurezza e la salute dei lavoratori, auspicando «intese con le Rls e le Rsu che rispondono a quanto previsto nei Dpcm in attesa delle linee guida che usciranno oggi dal tavolo nazionale».