Oggi | 13 marzo 2020 08:10

Il Coronavirus colpisce gli aeroporti, Firenze chiude

Galilei di Pisa al minimo, Vespucci di Firenze chiuso a meno di una valutazione specifica di segno opposto da parte dell'Enac. Oggi, 13 marzo, i voli saranno regolari in tutti gli scali italiani, compresi i toscani, al netto delle cancellazioni già effettuate dalle compagnie aeree. Ma per il prosieguo, un decreto firmato ieri dalla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli stabilisce che l'operatività dei servizi è limitata a 18 aeroporti, fra cui quello di Pisa, «per i soli voli di Stato, trasporti organi, Canadair e servizi emergenziali». Il criterio seguito è quello della razionalizzazione delle strutture sui territori, in base alla collocazione geografica degli aeroporti in grado di servire bacini di utenza in modo uniforme sul territorio e alla loro capacità infrastrutturale.

Per gli aeroporti esclusi da questa lista - fra cui Firenze e Milano-Linate - è rimessa alla valutazione dell'Enac «la possibilità di consentire l'operatività» in considerazione di esigenze quali «mantenimento dei requisiti di certificazione aeroportuale; previsione dell'accesso alle infrastrutture e del loro utilizzo per i dipendenti dell'Enac, di Enav e degli Enti di Stato basati in aeroporto; ripristino immediato della piena operatività dell'aeroporto, qualora ritenuto necessario; esigenze operative di voli cargo e posta, nonché di voli di Stato, di Enti di Stato, di emergenza sanitaria o di emergenza di altro tipo».

L'effetto Coronavirus si era già fatto sentire da qualche settimana sugli scali toscani. Nei primi undici giorni del mese di marzo l'aeroporto di Pisa ha accusato un calo di traffico del -52,3% anno su anno, mentre lo scalo di Firenze ha registrato una flessione del 55,2%, per un -53,4% complessivo del sistema aeroportuale toscano, e una perdita di circa 428mila passeggeri originariamente stimata su tutto il mese.

«Nello scenario migliore potremmo ripartire a giugno, in quello peggiore, semmai si possa parlare di scenario economico peggiore visto che oggi stanno morendo persone, in autunno», sostiene Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti, spiegando che la società sta preparando piani di prevenzione «tali da non intaccare la solidità della società», anche se «l'impatto non sarà morbido». La direzione di Toscana Aeroporti, afferma Carrai, «sta valutando misure di contenimento dei costi e di necessaria riduzione delle occasioni di contagio. Per quanto riguarda la forza lavoro, sono allo studio misure importanti quali il blocco delle assunzioni degli stagionali, ferie obbligatorie per i lavoratori che non debbano garantire un presidio, telelavoro/smart working per le attività possibili a distanza, fino alla richiesta di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione».

L'emergenza Coronavirus fa passare in secondo piano i brillanti risultati di traffico 2019 di Toscana Aeroporti, contenuti nel progetto di bilancio approvato dal Cda. L'anno passato gli aeroporti di Pisa e Firenze hanno avuto 8,3 milioni di passeggeri, con un incremento dell'1% sul 2018. I ricavi operativi della società di gestione sono stati pari a 119,7 milioni di euro (+6,5%); l'Ebitda è di 38,1 milioni, e l'utile netto di gruppo è pari a 14,1 milioni rispetto ai 14,6 milioni del 2018. Il Cda propone così all'assemblea dei soci il pagamento di un dividendo di 0,501 euro per azione.