PROMO PA | 22 febbraio 2020 10:31

Il cantiere infinito delle semplificazioni

Riparte il cantiere delle semplificazioni con un pacchetto Conte-Dadone, così definito dai nomi del presidente del Consiglio che lo avrebbe ispirato e dalla ministra della Funzione pubblica che dovrebbe realizzarlo. Le intenzioni sono buone, se non che sono anni che si rincorre questo obiettivo senza mai raggiungerlo. E il problema non è solo la burocrazia, ma è la legislazione complessa e instabile che le sta a monte, e che è la prima causa del peso di adempimenti sempre più complessi che affliggono famiglie e imprese.

Queste ultime, in particolare le piccole e le micro, come risulta dall'ultimo rapporto su imprese e burocrazia condotto da Promo Pa, hanno un onere di circa 25.000 euro l'anno per i costi diretti e indiretti che devono affrontare in termine di ore di personale e di parcelle professionali per gli adempimenti amministrativi. Le prospettive non sono rosee anche perché il mantra della prevenzione che pervade la nostra legislazione crea sempre maggiori vincoli al sistema. Lo Stato non riesce a reprimere le violazioni delle leggi e riversa sui cittadini il peso della propria inefficienza, caricando «la gente di pesi insopportabili che chi li pensa non li tocca neppure con un dito» (Luca XI, 46).

Un esempio per tutti è l'incredibile norma del recente decreto fiscale, che imporrebbe ad appaltatori e subappaltatori di comunicare al committente le informazioni di dettaglio desumibili dagli F24 dei lavoratori impiegati per la quota di lavoro prestata in ogni singolo appalto. Il caso è talmente clamoroso che l'Agenzia delle entrate con una circolare ha dovuto porvi rimedio, cercando di ridurre il peso di quegli adempimenti. Risultato: non sarà una tecnica legislativa, una delle tante delegificazioni promesse con i famosi testi unici non compilativi, che peraltro dovrebbero arrivare solo nel 2023, a liberarci da vincoli e lacciuoli, ma un ridimensionamento delle attività di prevenzione rispetto a quelle di repressione. Secondo Zanardelli era meglio reprimere che prevenire: oggi la sua teoria è verificata in corpore vivi. Di prevenzione si può morire.

Allora che fare in attesa che si compia il miracolo di una semplificazione sempre attesa e mai arrivata? Visto che lo Stato sembra in difficoltà sul tema, oltre a essere in contraddizione con se stesso, lanciando da una parte pacchetti semplificazioni e dall'altra introducendo norme inapplicabili, è dal livello regionale che bisogna partire, dando a questo tema la priorità che merita, cominciando a operare sulla regolamentazione di propria competenza. In Regione Toscana, come nelle altre che andranno al voto, sarebbe interessante leggere nei programmi dei candidati impegni seri sul tema, perché il termine semplificazione non continui a far rima con delusione.

Gaetano Scognamiglio