Oggi | 11 febbraio 2020 19:07

Il 'tax free shopping' rischia grosso (causa Cina)

Per anni in Italia gli acquisti 'tax free' - cioè quelli dei turisti extraeuropei che chiedono alle società specializzate il rimborso dell'Iva - sono cresciuti grazie soprattutto ai cinesi, diventati i top spender (a livello nazionale hanno un peso del 28%, seguiti da russi e americani). Anche nel 2019 gli acquisti dei cinesi hanno segnato +7%, secondo i dati dell'Osservatorio sul turismo promosso da Global Blue e Federturismo-Confindustria presentato oggi, 11 febbraio, alla fiera milanese del turismo Bit.

Ma proprio l'epidemia di coronavirus in arrivo dalla Cina mette ora a rischio la crescita del tax free shopping in Italia, che nel 2019 ha segnato +16% (con lo scontrino medio cresciuto dell'8% a 985 euro) grazie non solo alle destinazioni tradizionali come Milano, Roma, Firenze e Venezia, ma anche a quelle finora meno frequentate come Palermo, Verona, Napoli, Siena.

In particolare Siena nel 2019 ha registrato +61% negli acquisti tax free shopping, con uno scontrino medio di 747 euro (+36%), trainato dai viaggiatori cinesi (43% del totale). Significativa anche la performance di Forte dei Marmi, cresciuta del 20% con uno scontrino medio di 1.661 euro spinto, in questo caso, dai russi (38% del totale) anche se i cinesi, terzi dietro agli americani, hanno fatto staccare lo scontrino medio più elevato: ben 4.523 euro. Crescita infine anche per Firenze, con un +17% nel 2019 e uno scontrino medio intorno ai 1.000 euro: anche qui i cinesi sono stati la principale nazionalità (27% del totale e uno scontrino medio di 1.256 euro), seguiti da americani e russi. Inevitabili dunque i timori: cosa succederà quest'anno, con i viaggiatori cinesi costretti (per ora) a casa e i voli aerei fortemente ridotti?