Oggi | 7 febbraio 2020 17:37

Svalutazione Dta, Mps in rosso per un miliardo

Come previsto al momento della svalutazione per 1,2 miliardi di euro delle Dta (attività fiscali differite), Banca Mps ha chiuso il 2019 con una perdita di 1,033 miliardi di euro, a fronte dell'utile di 279 milioni realizzato nel 2018. L'utile ante imposte è stato di 53 milioni a fronte di una perdita di 109 milioni nel 2018. La gestione ordinaria di Mps ha prodotto nel corso del 2019 un risultato operativo netto di 323 milioni di euro, in crescita del 3,3% rispetto al 2018. I ricavi, attestatisi a 3,22 miliardi di euro, sono in calo del 2%, mentre i costi si sono ridotti del 2,6% a 2,29 miliardi, e le rettifiche per deterioramento di attività del 2,2% a 611 milioni.

Il Cet1 transitorio è salito nel corso dell'esercizio dal 13,7 al 14,7%, posizionandosi 460 punti base al di sopra del minimo richiesto dalla Bce con l'esame Srep nel 2019. Il rafforzamento patrimoniale, secondo la nota sui conti diffusa oggi, è stato accompagnato da una «continua e significativa riduzione» dello stock di crediti deteriorati, scesi a 12 miliardi di euro (il 74% in meno rispetto all'avvio del piano di ristrutturazione) a fine anno. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale dei crediti (gross npe ratio) è sceso al 12,4%, dal 17,3% del 2018, superando l'obiettivo del 12,9% concordato con la Ue con due anni di anticipo.

«La banca continuerà ad esplorare ogni possibile strada per ridurre ulteriormente il livello dell'npe lordo», ha detto l'amministratore delegato Marco Morelli in conference call con gli analisti, ricordando che i risultati raggiunti dalla banca nel 2019 rappresentano «un altro passo avanti» verso il rilancio commerciale mentre il lavoro fatto nel triennio in esecuzione del piano di ristrutturazione ha permesso di «recuperare la credibilità e ridare dignità» alla banca e al suo personale». Allo stesso tempo la banca ha fatto progressi «nella riduzione del costo del credito, nell'aumento delle coperture sui crediti deteriorati, nella riduzione del loro stock», e ha dimostrato, con le emissioni obbligazionarie del 2019, «di essere in grado di finanziare il business nel mercato istituzionale meglio che negli altri anni».

Mps deciderà a chi vendere i suoi immobili di pregio entro la fine della prossima settimana, dopo aver ricevuto offerte vincolanti da Blackstone e Ardian, ha detto Morelli, che va incontro con tutto il Cda al rinnovo previsto in primavera: «Con la scadenza naturale del mandato - ha spiegato - è giunto il momento di tirare una linea ed io spiegherò quello che la banca ha fatto, la mia posizione e a quel punto il ministro esprimerà il proprio parere e la sua visione sulla nuova formazione del board. La mia posizione è sempre stata molto chiara. Se vogliono cambiare lo possono fare ogni volta che lo ritengono utile».