Oggi | 7 febbraio 2020 15:15

«La proposta di Mobit è illegale, e la politica stia fuori»

La proposta di Mobit di procedere al subentro del nuovo gestore del Tpl in Toscana con la cessione di rami d'azienda o quote societarie, anziché con passaggi di proprietà di singoli asset dal notaio, «è illegale», e la politica non può incidere sul corso delle cose: questa la posizione di Autolinee Toscane (gruppo Ratp), il cui presidente Bruno Lombardi ha risposto in conferenza stampa alla proposta avanzata dal raggruppamento delle attuali aziende pubbliche che gestiscono in servizio in regione.

Lombardi ha spiegato che «riassumiamo 5.335 persone, autisti, manutentori, personale di movimento, personale amministrativo: non c'è alcuna dispersione di know-how, anzi, c'è un accrescimento, Autolinee Toscane fa parte di un gruppo che lavora in tutto il mondo». Secondo l'azienda, dunque «l'unica cosa che non transiterà» dalle aziende esistenti nel nuovo gestore «sono i consigli d'amministrazione e i vertici aziendali, che hanno gestito male il Tpl in questi anni».

In merito alla valutazione da dare agli asset, il presidente di At ha contestato le affermazioni di One secondo cui l'azienda di Ratp avrebbe chiesto un ribasso del 30% sugli immobili, spiegando che «il bando di gara dice che se non sono d'accordo sul prezzo, è la Regione che decide il prezzo: questo non esclude un contenzioso civile. Se ad esempio Cap dice che il suo deposito di Prato vale 10, e io dico che vale 9 perché bisogna rifare tetto e impianto elettrico, ma la Regione dice 10, io pago 10».

Lombardi non pare impressionato nemmeno dalla presa di posizione di alcuni esponenti politici, fra cui il presidente del Consiglio regionale (e candidato governatore) Eugenio Giani, che aprono alla proposta di Mobit. «Mi sembra che siamo allo stadio - ha detto - in cui c'è la curva Fiesole, la Ferrovia, poi la tribuna dove stanno Regione, Comuni, autorità, ma chi gioca sono gli avvocati, chi fischia è il giudice: la politica sta in tribuna, è finita».

In quanto all'ultima tranche del contenzioso amministrativo, con udienza al Tar della Toscana il 26 febbraio sul ricorso presentato da Mobit contro l'assegnazione ad At della gara regionale del Tpl, «se perdiamo al Tar per noi questa storia è finita, non faremo ricorso al Consiglio di Stato, basta con questa roba», ha affermato il presidente di Autolinee Toscane, che però si dice sicuro di non perdere perché «il tema del ricorso è stato già stralciato dallo stesso Tar e dal Consiglio di Stato, e questo lo sanno...».