PROMO PA | 8 febbraio 2020 10:31

La città che legge è una città che vive

«Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l''infinito… perché la lettura è una immortalità all'indietro». (Umberto Eco)

Con questa frase Umberto Eco ci trasporta nel senso più profondo della lettura, nella costruzione del sé, in quell'incantesimo che è il rapporto tra noi e i nostri libri, che sono come mattoni di casa, fiori del giardino, pane e prosciutto per la tavola. Sono al contempo occasione di riflessione intima e costruzione della nostra personalità dentro la società contemporanea. Ci divertono, ci consigliano, ci emozionano, ci suggeriscono soluzioni, ci stimolano a pensare in modo diverso, ci raccontano storie che ci fanno credere che impegnandoci possiamo trasformare l'improbabile in possibile e il possibile in bene comune.

L'Italia si sa, non è un Paese che spicca nelle graduatorie europee in questo campo ma negli ultimi anni, grazie al costante processo di valorizzazione culturale attivato dal Mibact, sta facendo molto per promuovere la lettura, in particolare tra i giovani. Ed è proprio nel solco di questa politica che, dopo il titolo di Capitale Italiana della Cultura, è nata in questi giorni un'altra grande opportunità per le nostre città: la Capitale Italiana del libro.

Sarà istituita attraverso la nuova legge sull'editoria, appena approvata in Senato: «L'approvazione della legge sulla promozione della lettura è un importante passo avanti. Non è l'ultima tappa, adesso tutti insieme dobbiamo lavorare a una legge per l'editoria che sostenga complessivamente il settore del libro, sul modello della legge del cinema», così il ministro Dario Franceschini, che ha inteso sottolineare come la nuova legge avrà tra i suoi principali fini quello di supportare piccole librerie e case editrici, con l'incremento del "tax credit librerie" e iniziative rivolte alla promozione della lettura su tutto il territorio nazionale.

Nell'ambito delle politiche sopra espresse il titolo di Capitale Italiana del Libro sarà istituito già dal 2020, e «verrà conferito ogni anno dal Consiglio dei ministri all'esito di una apposita selezione sulla base dei progetti delle città che si candidano. La "Capitale italiana del libro" riceverà un finanziamento di 500.000 euro per la realizzazione di progetti». 

Un po' come accaduto per il titolo di Capitale Italiana della Cultura – che ha tratto "ispirazione" da quello di Capitale Europea" –, anche questa nuova iniziativa è figlia di una iniziativa internazionale, ovvero la Capitale Mondiale del Libro, assegnato dal 2001 ogni anno dall'Unesco alla città che si è particolarmente distinta per la qualità dei programmi rivolti alla promozione del libro e della lettura.

E la Toscana? Con la sua grande tradizione di editoria artigianale e non, certamente saprà farsi valere e trovare in questa grande opportunità un motivo per rafforzare le sue politiche che hanno dimostrato in questi anni come la promozione della lettura (anche attraverso la partecipazione a bandi come quello "la città che legge"), e il rafforzamento del sistema bibliotecario, possano essere pilastri per la crescita delle comunità.

Francesca Velani