Oggi | 4 febbraio 2020 16:05

Pomodoro, in Toscana la sfida Barilla-Conserve Italia

In Toscana, terra per lungo tempo guardata con scarso interesse dai produttori di pomodoro da industria, si accende la "sfida dei pelati".

Il primo colpo è stato messo a segno dal gruppo alimentare Barilla, leader nei prodotti da forno e presente nel segmento sughi solo col marchio proprio, che ieri, 3 febbraio, ha ricevuto dall'Antitrust il via libera all'acquisizione del 75% di Italian Food, azienda di pomodoro della famiglia salernitana Petti con stabilimento a Venturina Terme (Livorno), 60,2 milioni di fatturato 2018 (+8,7%) e 4,8 milioni di perdita (rispetto ai 331mila euro di utile dell'anno precedente).

Italian Food produce private label per la grande distribuzione e da qualche anno ha sviluppato una linea premium a marchio Petti 1925, realizzata con pomodori al 100% coltivati in Toscana e lavorati a bassa temperatura, linea che nel 2018 è cresciuta del 24% toccando i 29 milioni di vendite.

Barilla si è dunque assicurato il marchio Petti che ha un posizionamento (e un prezzo) superiore alla media di categoria, così da presidiare la fascia premium sempre più apprezzata dal mercato.

Ma i competitor non stanno a guardare. Il colosso cooperativo Conserve Italia, presente in Toscana con lo stabilimento per la lavorazione del pomodoro di Albinia (Grosseto) in cui si producono i marchi Valfrutta, Cirio e Pomodorissimo-Santa Rosa oltre alle private label della grande distribuzione, "risponde" alla sfida chiamando a raccolta i produttori-soci della Maremma.

In un incontro che si è svolto nei giorni scorsi, Conserve Italia ha presentato nuove varietà di pomodoro, sperimentate nell'estate scorsa in alcune aziende agricole grossetane, più resistenti agli agenti patogeni, meno bisognose di acqua (e dunque più rispettose dell'ambiente), con una buona capacità di maturazione anche nel mese di settembre: in pratica, assicura la cooperativa, pomodori che fanno aumentare la redditività delle aziende agricole.

«L'innovazione varietale rappresenta un elemento fondamentale per accrescere la sostenibilità della nostra filiera agroalimentare - ha detto all'incontro il presidente di Conserve Italia, Maurizio Gardini - a partire dalle attività di ricerca e sperimentazione sui semi promosse dalla nostra società sementiera Tera Seeds, fino all'impegno in campo con le prove varietali svolte durante le campagne e con l'adozione di tecniche di agricoltura di precisione. Queste innovazioni ci consentono di trovare le varietà di pomodoro che meglio si adattano al territorio della Maremma e alle sue condizioni pedoclimatiche».

«Siamo in un mercato molto competitivo, dove ogni anello della filiera deve garantire la massima qualità ed efficienza - ha aggiunto il direttore generale Pier Paolo Rosetti - e noi che siamo una grande cooperativa agricola lo vogliamo fare partendo dal campo».

Intanto allo stabilimento di Albinia è arrivato il nuovo responsabile, Dario Santi, che ha preso il posto di Enzo Rossi rimasto alla guida della fabbrica per 35 anni.