Oggi | 4 febbraio 2020 18:08

Mobit rilancia, «il contenzioso non è finito»

Il lungo contenzioso amministrativo sulla gara unica regionale del Tpl non è finito: questo il messaggio lanciato oggi da Mobit, che cerca di opporsi al trasferimento degli asset dalle vecchie aziende locali al nuovo gestore - Autolinee Toscane, del gruppo Ratp, salvo nuove sorprese dal Tar - proponendo invece una soluzione basata sulla cessione di rami d'azienda. Soluzione bocciata dalla Regione Toscana a stretto giro di posta, perché «disattende gli atti della gara», secondo quanto ha affermato il governatore Enrico Rossi citando il parere fornito dagli uffici regionali.

Mobit contesta il cronoprogramma della Regione: l'iter della giustizia amministrativa, sostiene, non è terminato. «Il 26 febbraio - osservano Giuseppe Gori e Andrea Zavanella, presidenti di Mobit e One - ci sarà l'udienza al Tar Toscana a seguito del ricorso di Mobit che ha chiesto l'esclusione dell'offerta di Autolinee Toscane perché, fra l'altro, incorre nella stessa ragione di esclusione, l'insostenibilità finanziaria, che aveva portato lo stesso Tar Toscana ad escluderla nel 2016».

Anziché cedendo separatamente immobili, autobus, impianti di fermata, attrezzature, e trasferendo il personale, procedere al subentro del nuovo gestore mediante l'acquisizione delle aziende o di rami di azienda dei gestori uscenti, o attuando con questi ultimi operazioni societarie, secondo Mobit darebbe la possibilità di «un subentro ordinato senza contraccolpi per i cittadini», e di fornire «una garanzia effettiva per tutto l'attuale personale delle aziende».

La proposta di Mobit «è contraria agli atti della gara e quindi non possiamo addivenire a questa loro richiesta», ha replicato Rossi. Ma è diversa la posizione di Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, e candidato per il centrosinistra alla successione del governatore uscente. «Abbiamo due priorità in questa fase - ha dichiarato Giani - garantire la qualità del trasporto pubblico locale in continuità e tutelare il personale. E' auspicabile non disperdere il know-how maturato fino ad oggi. Per queste ragioni credo che la proposta avanzata da One sia un percorso condivisibile».

Peraltro, i rappresentanti delle aziende pubbliche che oggi gestiscono il servizio di Tpl in Toscana esprimono riserve anche sull'offerta di Autolinee Toscana (gruppo Ratp) per i loro asset. «Ci viene proposto - sostengono Gori e Zavanella - un programma, da attuare immediatamente, di trasferimento dei beni necessari allo svolgimento del servizio, programma che denota la volontà di non attendere l'esito del contenzioso e che è nei fatti irrealizzabile senza sconvolgere il servizio e senza pregiudicare la funzionalità delle aziende. Basti pensare, fra molto altro, che ad oggi non sono ancora stati determinati i prezzi a cui dovrebbero essere ceduti asset per oltre 200 milioni di euro ma si vogliono già fissare le date dal notaio. Si tratta evidentemente di una forzatura». Sui soli immobili, secondo Zavanella, «siamo già a contare una differenza di 30 milioni in meno che l'azienda francese vuole pagare», e su questo «i Comuni devono battere un colpo perché quei soldi sono soldi loro», in quanto soci delle aziende.