Oggi | 9 gennaio 2020 20:00

La moda sostenibile progettata dagli studenti Ied

Coinvolgere gli studenti Ied delle scuole italiane di moda, design e comunicazione nella sfida di inventare linguaggi, stili e oggetti sostenibili sul fronte ambientale: è il nuovo progetto di Ied (Istituto europeo di design), consorzio Detox e Greenpeace che porterà alla creazione di sei capsule collection da presentare nell'edizione della fiera Pitti Uomo del prossimo giugno, e di prodotti che saranno inseriti nel "green market" di Greenpeace.

Questa volta (è la seconda edizione) le mini-collezioni di moda maschile dovranno "raccontare" e interpretare sei diversi stili di vita e dunque sei identità del cittadino 1.5, numero che - spiegano i promotori - indica l'aumento massimo della temperatura media globale per limitare i cambiamenti climatici secondo gli accordi di Parigi.

Il progetto, battezzato 'The time is now!-New citizen 1.5', ha coinvolto gli studenti Ied di Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia, Cagliari e Como che hanno risposto a un bando, e che ora saranno selezionati da una giuria.

I tessuti e i filati per realizzare le collezioni verranno forniti da 21 aziende, in gran parte pratesi, che aderiscono al Consorzio italiano implementazione Detox (Cid) guidato dall'imprenditore pratese Andrea Cavicchi, a capo della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana nord. Il protocollo Detox di Greenpeace impone di eliminare entro il 2020 undici famiglie di sostanze tossiche dal ciclo di produzione tessile. «Siamo a buon punto, direi all'85-90% del percorso - spiega Cavicchi - un percorso che è servito a prendere coscienza del problema e a stimolare anche le multinazionali a muoversi. Su alcune sostanze, come gli impermeabilizzanti, abbiamo fatto grandi passi avanti per l'eliminazione, mentre altre come il percloroetilene per il lavaggio a secco sono ancora insostituibili. Ma sempre si è innescato un processo virtuoso che continuerà».