Oggi | 7 gennaio 2020 16:20

Sostenibilità e qualità, apre Pitti Uomo numero 97

La moda è attrezzata per la sfida della sostenibilità, da affrontare attraverso qualità ed "eticità" del prodotto: il mondo delle imprese riunito oggi a Firenze per l'apertura di Pitti Immagine Uomo numero 97 - 1.203 marchi in vetrina, di cui il 45% esteri, e più di 24mila buyer attesi - rivendica di essere in sintonia con la sensibilità dei consumatori che scendono in piazza per i Fridays for Future e guardano con preoccupazione le immagini dell'Australia flagellata dagli incendi.

Special guest dell'edizione - ma solo in videomessaggio - è stato Carlo d'Inghilterra con il progetto Campaign for Wool a sostegno della lana "bio": «I materiali naturali, non provenienti da combustibili fossili, non infiammabili e naturalmente biodegradabili, hanno un ruolo importante da giocare nell'enorme sfida del cambiamento climatico».

Nel mondo della moda «la filiera più virtuosa al mondo è quella italiana», ha rivendicato a sua volta Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda e di Pitti Immagine, spiegando che le imprese a monte della filiera «in questo momento stanno sostenendo la parte più importante degli investimenti». Da qui l'appello al governo, rappresentato alla cerimonia d'apertura di Pitti dal sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto: «Bisogna dare - ha detto Marenzi - un'attenzione specifica di incentivi, di politiche a sostegno dell'innovazione, già previste in parte con Industria 4.0, che è vitale per il nostro settore: dobbiamo inventarci una "Industria 4.Verde", una 4.0 specifica per la sostenibilità».

Fra le notizie che arrivano da Iran e Libia «restano estremamente forti le preoccupazioni su un contesto geopolitico mondiale che si aggrava, verso fattori di incertezza e rallentamento delle opportunità di crescita del Pil mondiale da cui dipende il commercio estero», ha affermato Carlo Maria Ferro, presidente dell'Agenzia Ice, il quale definisce quindi più importante che mai lavorare per la promozione del Made in Italy all'estero: «Nel 2020 - ha spiegato - vogliamo fare le cose che abbiamo anticipato: gli stanziamenti ci sono, perché la combinazione fra le risorse che la legge di bilancio mette a disposizione, col piano ordinario e straordinario per il Made in Italy, e i fondi residui, consente di avere le risorse per fare di più di quello che abbiamo fatto nel 2019». Ice, ha ricordato il suo presidente, è partner di Pitti dal 2014, «con un investimento complessivo nell'ordine del 13 milioni di euro: questa è l'edizione in cui l'investimento è il più importante nella storia della nostra collaborazione».

Quando calerà il sipario sulla rassegna, inizieranno i lavori per il restauro delle mura della Fortezza, primo atto del restyling lungamente atteso: «Abbiamo affidato la progettazione esecutiva del primo padiglione - ha spiegato il sindaco Dario Nardella - e condiviso con gli amici di Pitti Immagine e delle istituzioni un cronoprogramma di trasformazione della Fortezza, in modo che questa non possa inficiare gli eventi, a cominciare da quelli della moda, che si svolgono all'interno». Da Nardella è arrivato anche un ulteriore stimolo al progetto di fusione fra Pitti Immagine e Firenze Fiera: «Stiamo valutando questa grande
opportunità - ha sottolineato Marenzi - su cui siamo tutti d'accordo, sia il management di Pitti sia la nostra proprietà che è il Cfmi: vediamo se questa cosa si concretizzerà, sarebbe a mio avviso un grande risultato per tutte e due organizzazioni».