PROMO PA | 4 gennaio 2020 10:31

Manutenzione stradale, tra crisi finanziaria e rilancio

E' di circa il 12% la riduzione media annua della spesa delle Province toscane nel settore della manutenzione stradale. La contrazione è più marcata della media nazionale (-9%) ed è l'esito dei pesanti tagli ai trasferimenti provinciali conseguenti ai processi di riordino istituzionale dopo la legge Delrio e le pesanti manovre di "spending review", intercorse dopo il 2010. Fra le Province più colpite nel periodo 2010-2015, Pisa, Siena (circa – 22%) e Firenze (-- 15%).

E' quanto emerge dai primi risultati di un'indagine condotta da Promo PA Fondazione per conto di Banca d'Italia e in via di completamento, finalizzata a mappare la spesa delle Province nel settore delle manutenzioni stradali nel periodo 2010-2018, per analizzare l'andamento degli investimenti nel tempo e quantificare, anche in ottica comparativa, la perdita di finanziamenti e degli interventi conseguenti, che si è verificata negli ultimi anni.

L'analisi ha preso in considerazione le spese in conto corrente e in conto capitale e dunque consente di ricostruire le risorse perse in questo periodo e gli investimenti che sarebbe necessario riattivare per recuperare il terreno perduto. Considerando i ritardi accumulati anno dopo anno, la contrazione complessiva a livello nazionale è di quasi 8 miliardi di euro per quanto riguarda gli impegni e di circa 5,4 miliardi per quanto concerne i pagamenti.

I dati mostrano con chiarezza come la drastica contrazione delle risorse abbia costretto il sistema delle Province a ridurre al minimo l'erogazione per cassa delle spese di investimento, per non incidere sulle spese correnti – spesso non comprimibili, quali ad esempio personale e consumi intermedi - con il risultato di rallentare le opere con evidenti ricadute negative sul piano della sicurezza della circolazione e su quello dell'economia in generale.

A fronte di questa situazione e preso atto della difficoltà per le Province di finanziare gli investimenti infrastrutturali con risorse proprie, il legislatore è finalmente intervenuto per consentire a questi Enti di mantenere e garantire un livello minimo di esercizio delle funzioni fondamentali. La legge di bilancio 2020/2022, appena approvata, ha infatti incrementato i fondi esistenti di 85 milioni per l'anno 2020, 128 per l'anno 2021 e 170 milioni per il 2022, stanziando inoltre ulteriori 200 milioni per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034. Sul punto interviene altresì, anche se in una logica di accentramento, il recente piano "Rientro strade", che riclassifica quale rete nazionale diversi chilometri di strade provinciali. Con due successivi Dpcm, il primo emanato a febbraio 2018 e il secondo in via di perfezionamento, circa 6250 km di strade regionali e provinciali saranno trasferite ad Anas, che ha già stanziato per i primi 3.500 km della rete di "rientro" risorse aggiuntive per ben 1,1 miliardi di euro, per interventi di manutenzione e messa in sicurezza.

Si tratta di interventi che prendono atto finalmente che la riforma o addirittura la soppressione – fallita – delle Province, non poteva comportare automaticamente presunti "risparmi", rimanendo inalterata la necessità di risorse finanziare per l'esercizio di funzioni fondamentali quali quelle delle manutenzioni stradali.

Annalisa Giachi