PROMO PA | 21 dicembre 2019 10:31

La semplificazione che non c'è

Dovrebbe essere pubblicato la vigilia di Natale in Gazzetta ufficiale il decreto fiscale che porterà sotto l'albero l'ultimo adempimento, che appesantirà ancora una volta gli oneri amministrativi a carico delle imprese toscane, a conferma che il concetto di semplificazione rimane un miraggio.

Si tratta dell'articolo 4, che in materia di appalti pubblici e privati impone al committente di attivare un sistema di controllo sulla correttezza dei versamenti operati dai suoi fornitori per tutti i contratti di valore superiore ai 200mila euro, nei quali sia prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, con l'utilizzo dei suoi beni strumentali.

Si tratta com'è evidente di una norma di complessa applicazione perché comporta una riorganizzazione assai onerosa dei processi interni per poter fornire per ogni singolo appalto in essere e in tempi stretti copia degli F24 per i lavoratori impegnati pro quota in quello specifico lavoro.

Il nuovo adempimento poi si applica dal primo gennaio, il che significa che le imprese e i committenti, considerate le festività, avranno solo qualche giorno lavorativo per adeguarsi, a dimostrazione di un atteggiamento vessatorio del legislatore che sembra ignorare la realtà, con norme che si giustificano solo con un'intenzione punitiva verso settori, come quello delle costruzioni, che già versa in una profonda crisi e che è appesantito da oneri burocratici pregressi, come dimostra una recente ricerca di Promo Pa che sarà presentata il prossimo 15 gennaio a Roma.

Infine, come di consueto la norma é di complessa interpretazione. Riguarda infatti tutti i settori delle tradizionali esternalizzazioni dei servizi, quali tipicamente quelli di pulizia ma potrebbe estendersi anche a quelli della consulenza aziendale, svolta presso la sede del committente, come ad esempio l'assistenza alla rendicontazione sui fondi europei.

Incomprensibile è poi l'applicazione ai contratti già in corso di svolgimento, quando sarebbe stato logico che una norma così complessa riguardasse solo gli appalti affidati dopo la sua entrata in vigore.

Una soluzione ragionevole, per consentire a committenti e imprese di adeguarsi sarebbe quella di un rinvio da inserire nel milleproroghe in corso di discussione. Ma questa al momento sembra solo una speranza.

Gaetano Scognamiglio