Oggi | 12 dicembre 2019 18:41

Il Tar sblocca i cantieri nel centro storico di Firenze

La "variante Bettarini" è salva, e nel centro storico di Firenze tutelato dall'Unesco si può ricominciare a frazionare appartamenti, cambiare la destinazione d'uso degli immobili, aumentare la superficie utile lorda negli involucri esistenti.

Il Tar Toscana ha respinto - con sentenza 1694/2019 - il ricorso dell'associazione ambientalista Italia Nostra contro la variante al regolamento urbanistico approvata dal Comune nell'ottobre 2018, che aveva introdotto la cosiddetta "ristrutturazion edilizia con limitazioni" nel centro storico (si legga qui ).

«Vero è che i centri storici sono aggettati alla disciplina dei beni paesaggistici - afferma il Tar - ma ciò significa soltanto che gli stessi possono essere sottoposti a vincolo da parte dell'Autorità preposta» e non che il centro storico di Firenze costituisca ex se un bene culturale e paesaggistico considerato nella sua unità, che trascende i singoli edifici che lo compongono.

E il Tar afferma ancora: «Se non vi è dubbio che una disciplina urbanistica ragionevole del centro fiorentino debba inevitabilmente tenere conto della particolarità storica e artistica dello stesso, anche in relazione alla sua inclusione nell'elenco Unesco, e perciò non possa indiscriminatamente consentire operazioni di radicale trasformazione del suo volto anche laddove non sussistano specifici vincoli di carattere culturale o paesaggistico, ciò non significa affatto che le uniche forme di intervento ammissibile per tutti gli immobili ricadenti nel perimetro qui considerato debbano essere di manutenzione o di risanamento conservativo; né significa che debbano considerarsi vietati in assoluto i mutamenti di destinazione o i recuperi di superficie o volume all'interno delle sagome esistenti».

La variante voluta dall'allora assessore comunale all'Urbanistica, Giovanni Bettarini (che si era trovato davanti un analogo caso di blocco dei cantieri), era stata sospesa dal Consiglio di Stato il 23 maggio scorso, e da quel momento centinaia di cantieri si erano bloccati, con danni ingenti e proteste di tecnici e proprietari immobiliari.

La decisione del Tar Toscana - a cui il Consiglio di Stato ha rinviato la causa per approfondire le questioni di merito - riporta indietro le lancette e permette quegli interventi che erano stati introdotti dalla variante.

Esultano il Comune, i tecnici e i costruttori di Ance (che si erano costituiti ad opponendum contro Italia Nostra) e tutte le categorie economiche. Italia Nostra non ha ancora deciso se fare ricorso al Consiglio di Stato.