PROMO PA | 7 dicembre 2019 10:31

Modelli e città verso la call di Capitale della Cultura

Mentre si avvicina la scadenza per avanzare le proposte di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2021, Parma ha presentato il proprio programma di Capitale 2020, realizzato con la collaborazione scientifica di Promo Pa Fondazione, che ne coordinerà la realizzazione : oltre 500 eventi e più di 1000 partner che hanno lavorato insieme per dare forma e sostanza all'idea di una candidatura che poggia in maniera forte sul modello dialogico pubblico-privato, da cui peraltro non poteva prescindere.

Se dovessimo infatti cercare di cogliere l'essenza della città di Parma, sforzarci di individuare tutto ciò che la città significa nel suo breve nome, ci troveremmo di fronte ad un genius loci strutturato da tempi diversi, da dominazioni diverse, da culture diverse, da politiche ed economie diverse. Un palinsesto di bellezza, arte, tradizione produttiva, innovazione e sperimentazione che ne è l'anima vera e profonda.

Da questo composito e aperto genius loci, si è sviluppato un genius faber che caratterizza ancora oggi l'operosità della città. La Parma storica e quella di oggi dimostrano questo saper fare, questa perseveranza nell'industria umana, questo impegno nel lavoro ben fatto. La storia della città, la sua memoria, l'arte teatrale e la musica, così come il sistema del welfare, attestano e confermano oggi tale vocazione, che continua a trovare nella cultura la sua matrice primaria e il luogo di elaborazione e messa in forma di una identità che sa aprirsi alle sfide sociali del futuro.

Ed è proprio riflettendo su questi temi che Parma ha scommesso sul ruolo della cultura nel processo di sviluppo della comunità, promuovendo un programma che ha preso avvio con la nomina della Città a Capitale Italiana della Cultura 2020 ed ha visto negli obiettivi del dossier di candidatura il suo punto di partenza, ben evidenti anche nella motivazione della vittoria.

«I punti di forza - si legge - del programma presentato, La cultura batte tempo, sono in particolare la capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa. Il progetto, infatti, enfatizza un forte, attivo, coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell'università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare. Ma anche la presenza di un rapporto consapevole tra rivitalizzazione urbana, integrazione sociale e produzioni cultuali con riferimento esplicito all'attivazione di distretti; un sistema di offerta culturale di ottimo livello realizzato con una esplicita attenzione ai giovani, all'integrazione tra discipline artistiche, con particolare riferimento alla tradizione musicale; e una forte capacità di infrastrutturazione culturale e di gestione dei sistemi di accoglienza e gestione della attrattività in vista della sostenibilità complessiva».

Ebbene, la sfida che Parma ha raccolto, oggi è la medesima con cui si confronterà chi in Toscana ipotizzerà di partecipare alla call di Capitale 2021. Un'opportunità, certo, al di là del titolo, che sarò significativa se le amministrazioni in gara sapranno coglierne il valore vero, quello di "guardarsi dentro" e delineare un percorso strategico di sviluppo territoriale a base culturale, che unisca le peculiarità – i punti di forza – propri alle policy europee in maniera di cultura e sostenibilità.

Francesca Velani