Oggi | 2 dicembre 2019 18:13

A Firenze la manifattura frena, incognita export

I primi sei mesi dell'anno hanno segnato un deciso rallentamento produttivo per la manifattura fiorentina, ma quel che preoccupa davvero adesso è l'inversione di marcia degli ordini esteri (-2,2% nel secondo trimestre), che negli ultimi anni sono stati l'unico traino dell'economia provinciale.

I dati sono contenuti nel report sulla congiuntura manifatturiera della Città metropolitana, realizzato dalla Camera di commercio di Firenze tra settembre e ottobre scorsi su un campione di 230 aziende con almeno cinque addetti.

Il rallentamento produttivo (+0,8% nel primo trimestre, -2,8% nel secondo trimestre) non ha finora scalfito il fatturato (+5,3% e + 7,6% nei primi due trimestri) - segno che si sta attingendo alle scorte - né l'occupazione (+6% e +7,5%). Ma le prospettive preoccupano: «A livello nazionale e locale dobbiamo utilizzare tutte le leve possibili - afferma Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze - e mai come in questi momenti c'è bisogno di una convergenza su progetti in grado di attivare investimenti e di migliorare l'efficienza del territorio. Le priorità sono la digitalizzazione (delle imprese e della Pubblica amministrazione), le infrastrutture (da potenziare in chiave regionale) e la formazione, per rispondere a un mercato del lavoro che oggi nell'area fiorentina fatica a trovare le figure professionali di cui ha bisogno».

Il report parla di «moderazione della domanda interna» e di «deterioramento delle aspettative per le imprese manifatturiere».