Oggi | 28 novembre 2019 13:51

Chimica toscana alla prova della sostenibilità

Ha raggiunto i 2,9 miliardi di euro, nel 2018 (+19% rispetto al 2017), il valore della produzione del Comparto chimico e petrolifero toscano delle Confindustrie della regione, che ha occupato 3.675 lavoratori fra diretti e indiretti, e dove l'81% di quelli diretti è assunto con contratto a tempo indeterminato. Questa la fotografia che emerge dalla ventesima edizione del Bilancio di sostenibilità del Comparto, presentato oggi a Firenze e redatto da Confindustria Livorno Massa Carrara, in collaborazione con Federchimica, Confindustria Toscana, Confindustria Toscana Nord, Confindustria Toscana Sud e Unione Industriale Pisana.

Settore strategico per l'economia toscana, produce e mantiene all'interno del territorio di riferimento gran parte della ricchezza economica generata e «i venti anni di rendicontazione volontaria testimoniano l'attenzione del sistema industriale verso la responsabilità sociale» fa notare Fabrizio Loddo, presidente della sezione Chimici e petroliferi di Confindustria Livorno Massa Carrara, che aggiunge: «La percezione sbagliata che l'industria sia insensibile alla sostenibilità, non rispecchia assolutamente la realtà».

Tredici le imprese che volontariamente hanno aderito all'edizione 2018 del Bilancio di sostenibilità chimico e petrolifero: Altair Chimica, Costieri D'Alesio, Costiero Gas Livorno, Cromology Italia, Eni Spa Refining & Marketing Raffineria di Livorno, Ineos Manufacturing Italia, Neri Depositi Costieri, Nuova Solmine, Prysmian Cavi e Sistemi Italia, Solvay Solutions Italia, Termisol Termica, Toscopetrol, Venator Italy.

Ma i numeri potrebbero crescere ancora ed estendersi anche ad altri settori come auspica Alessio Marco Ranaldo, presidente di Confindustria Toscana: «Il Bilancio del settore chimico e petrolifero contiene elementi e spunti di grande interesse e ci auguriamo possa essere esteso ad altri settori produttivi, in modo da contribuire a meglio esprimere il valore sociale dell'industria per il territorio regionale».

Intanto, il valore aggiunto delle imprese toscane del Comparto, secondo il Bilancio di sostenibilità 2018, è stato di 217,6 milioni di euro. Di contro il valore economico per il territorio, cioè le spese sostenute dalle aziende del comparto per personale, imposte e tasse locali, patrimonio industriale e le liberalità sono state di circa 305 milioni di euro, segnando un +9% rispetto al 2017. Ben 12,3 milioni di euro sono stati gli investimenti effettuate dalle imprese per Industria 4.0 nel corso del 2018, mentre le spese per il patrimonio industriale (investimenti, manutenzioni, efficientamento energetico, sicurezza) sono state di 161 milioni di euro.

Ma il Bilancio fotografa anche che il 60% di fabbisogno di consumo energetico è autoprodotto dalle aziende a fronte di un solo restante 40% soddisfatto dall'acquisto di energia elettrica, e che le imprese del settore presentano una solida tenuta occupazionale testimoniata dalla elevata anzianità aziendale dei dipendenti, il 57% di loro infatti è presente in azienda da più di 10 anni.