Oggi | 22 novembre 2019 07:15

L'industria turistica fiorentina vale due miliardi

Nel 2019 il valore aggiunto generato dal settore turistico nella città metropolitana di Firenze supererà i due miliardi di euro: secondo il rapporto realizzato da Centro studi turistici e Irpet, il dato 2018 - che è pari al 7,1% dell'intero valore aggiunto di Firenze e al 5,8% di quello dell'area metropolitana - sarà superato alla luce degli incrementi registrati nel periodo gennaio-agosto di quest'anno sia per gli arrivi (+0,2%) sia per le presenze (+1,2%) nella città metropolitana, con tendenze al rialzo ulteriore (+1,4% e +2,6%) per il capoluogo.

L'anno passato ha visto a Firenze, secondo Cst e Irpet, oltre 23,3 milioni di presenze fra turisti "ufficiali" e "non ufficiali", che oltrepassano i 27 milioni e mezzo tenuto conto anche degli escursionisti. La spesa giornaliera del turista, secondo quanto rilevato nel 2018, è di 135,9 euro, frutto della media fra la spesa del viaggiatore "ufficiale" di 160,5 euro e quella di 87,5 euro del turista "non ufficiale" che si appoggia a strutture estranee alla ricettività tradizionale. La spesa stimata complessiva è di circa 3,17 miliardi di euro, che per il 72,2% si riversa sulla città di Firenze, e per il 27,8% nel resto della città metropolitana.

La permanenza media dei turisti si allunga: 3 notti il dato relativo ai primi otto mesi di quest'anno, rispetto alle 2,9 notti di fine 2018 e alle 2,7 notti del 2013. Nel comparto alberghiero i turisti preferiscono hotel di fascia alta: i 4 stelle conquistano il 57,5% dei viaggiatori, e crescono anche le residenze turistico-alberghiere (+15,1%), mentre le strutture a due o tre stelle perdono in totale circa 160mila pernottamenti. Le politiche di destagionalizzazione dei flussi turistici stanno inoltre iniziando a sortire risultati. «I dati degli ultimi cinque anni - spiega Alessandro Tortelli, direttore del Cst - ci dimostrano che gli incrementi maggiori si sono avuti nei mesi di gennaio, febbraio, novembre, dicembre».

Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio, ha osservato che «il turismo va sempre meglio in valori assoluti, ma in questo momento deve essere analizzato un po' più in profondità, in tempo reale, perché noi dobbiamo aiutare tutti i nostri esercenti, tutti i nostri uffici commerciali a capire come come gira il turismo e come funzionano i suoi flussi». Per il direttore dell'Irpet Stefano Casini Benvenuti, «il turismo ha una serie di vantaggi immediati per l'economia, ma una serie di diseconomie esterne perché grava sulla collettività in termini ambientali e in termini di fruizione della città da parte dei cittadini».