Oggi | 20 novembre 2019 17:56

L'economia regionale si affida a pelletteria e turbine

E' la spinta propulsiva di moda e meccanica - con gli exploit delle griffe di pelletteria all'estero e le contabilizzazioni delle commesse targate Nuovo Pignone - a tenere in linea di galleggiamento l'economia toscana a metà 2019, in un quadro di debolezza che non aiuta a scacciare lo spettro della crescita zero paventato per fine anno. E' questo il messaggio che emerge dall'aggiornamento congiunturale del rapporto della Banca d'Italia sull'economia della Toscana, che fotografa «una debolezza generalizzata con andamenti differenziati», come ha detto Mario Venturi, direttore della sede di Firenze i Bankitalia, presentando i dati alla stampa.

Il sondaggio della Banca d'Italia su un campione di imprese con almeno 20 addetti segnala un andamento del fatturato positivo più per il manifatturiero che per il terziario, sia pur nello scenario già noto di una Toscana "a due velocità": le previsioni di investimento formulate in primavera si confermano dunque per le imprese industriali, e vedono una flessione per il mondo dei servizi. "Le aspettative a breve termine formulate dalle imprese su fatturato e investimenti - afferma Bankitalia in una nota di sintesi - prefigurano un'evoluzione più favorevole della congiuntura. Permangono tuttavia rischi al ribasso connessi con le recenti spinte protezionistiche". Anche se, notano i ricercatori, il manifatturiero toscano ha la sua forza in settori che risultano meno penalizzati dall'attuale indebolimento del commercio mondiale.

A giugno del 2019 il credito all'economia toscana è rimasto stazionario (0,3%), ma si tratta della media fra il calo dei finanziamenti alle imprese (-1,6%) e l'incremento dei finanziamenti alle famiglie (+3,5%) che per il 61% sono rappresentati da mutui casa. «I prestiti alle piccole imprese - osserva Marco Gallo (nella foto), ricercatore di Bankitalia - negli ultimi anni sono costantemente diminuiti, mentre per le altre imprese sono rimasti sostanzialmente invariati, con un trend un po' sopra lo zero: ma dagli ultimi mesi del 2018, e poi nei primi mesi del 2019, anche la linea delle grandi ha cominciato a puntare verso il basso». A essere debole è però in primo luogo la domanda di credito da parte delle imprese, che secondo Bankitalia stanno utilizzando la liquidità in cassa per fare investimenti senza ricorrere alle banche.

La qualità del credito continua nel suo trend di miglioramento, anche per effetto del progressivo smaltimento degli Npl da parte delle banche toscane: i prestiti entrati in deterioramento sono calati, in rapporto ai finanziamenti esistenti all'inizio del periodo, di tre decimi di punto, all'1,5%, valore tornato in linea con la media italiana. L'indicatore è calato sia per le imprese (al 2,1%), sia per le famiglie (all'1%). L'incidenza delle posizioni deteriorate è diminuita al 13,3%.