Oggi | 13 novembre 2019 15:26

Livorno vuole far ripartire lo sviluppo

Dopo Firenze e Grosseto, anche Livorno compatta tutte le categorie economiche e si mobilita per chiedere alla politica infrastrutture, lavoro e ambiente favorevole allo sviluppo imprenditoriale. All'iniziativa "Sì, Livorno va avanti", organizzata ieri 12 novembre per iniziativa della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, il presidente Riccardo Breda ha rivendicato, a nome del mondo economico e sindacale, tre priorità: il completamento delle infrastrutture portuali (la darsena Europa), viarie (il corridoio tirrenico) e ferroviarie, "con un preciso cronoprogramma che indichi cosa è stato fatto finora e quali sono le prossime tappe"; una formazione ‘su misura' delle esigenze di lavoro locali; meno burocrazia e strumenti per aumentare l'attrattività del territorio come il riconoscimento di Zes/Zls per l'area livornese.

Il documento preparato dalle categorie, in realtà, contiene decine di richieste, dalla realizzazione del nuovo ospedale alle bonifiche delle aree Sir, che assomigliano a un libro dei sogni. «Interpelleremo i futuri candidati alla presidenza regionale perché prendano impegni precisi per i cinque anni del mandato», ha detto Breda, rammaricato perché a un mese dalla grande manifestazione organizzata a Grosseto (il 12 ottobre) per sbloccare il completamento del Corridoio tirrenico non ha ancora ottenuto un incontro col ministro delle Infrastrutture.

All'incontro di Livorno ha partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha sottolineato gli investimenti regionali fatti nell'area (dal porto di Piombino all'interporto di Livorno fino alla futura darsena Europa) lanciando l'idea di una manifestazione nazionale per lo sviluppo della costa toscana. «Dobbiamo trovare il modo di far sapere a Roma - ha detto - che questo territorio è abbastanza stufo e mi auguro che tutti, senza distinzioni tra destra e sinistra, convengano su questa necessità». Nessun impegno, invece, sulla formazione professionale che èin larga parte di competenza regionale e che, in più occasioni, ha mostrato anche in Toscana di non essere adeguata alle esigenze delle imprese.