Oggi | 11 novembre 2019 12:57

Obiettivo qualità, nasce il Chianti Gran Selezione

Il vino Chianti docg - la più grande denominazione della Toscana, e una delle più grandi d'Italia - imbocca la strada dell'innalzamento qualitativo per rispondere alle richieste dei mercati americano e orientale. Come? Inserendo una nuova categoria 'premium' - la Gran Selezione - inventata dai "cugini-nemici" della denominazione del Chianti Classico nel 2014.

«L'assemblea dei soci del consorzio Chianti ha approvato la proposta di modifica al disciplinare di produzione - afferma l'ente di tutela - che ha come parole d'ordine qualità e semplificazione. Con il nuovo disciplinare nasce il Chianti Gran Selezione, il top della qualità dei vini Chianti».

Il Chianti Gran Selezione avrà una gradazione alcolica minima più elevata (13 gradi), e un invecchiamento di almeno 30 mesi. E' vietato il fiasco, simbolo storico del Chianti ma ormai associato a un prodotto di qualità non troppo elevata. Il Chianti Gran Selezione potrà essere prodotto in tutto il territorio della denominazione (che abbraccia gran parte della Toscana), ma dovrà essere prodotto da vigne condotte direttamente, escludendo dunque l'acquisto di uva o da altre aziende «come prevede l'articolo 31 della legge 238/2016», precisa il consorzio.

Dopo l'assemblea dei soci Chianti (che ha votato le modifiche a otto articoli del disciplinare con percentuali favorevoli tra l'89 e il 99%) potrà iniziare l'iter di approvazione da parte di Regione Toscana, ministero dell'Agricoltura e commissione europea che si stima richiederà circa due anni.

«Ma si chiederà che il provvedimento abbia efficacia retroattiva - spiega il direttore del consorzio, Marco Bani - per questo motivo, chi vorrà potrà iniziare già adesso a produrre Chianti con i criteri dettati per la Gran Selezione e immettere le prime bottiglie sul mercato nell'arco di tre anni».

«Abbiamo innalzato la gradazione e introdotto una grande novità come la Gran Selezione per aumentare la competitività dei nostri prodotti su mercati strategici come quello cinese e americano - dice il presidente del consorzio, Giovanni Busi -. Adesso attendiamo il prima possibile l'avvio dell'iter delle autorizzazioni ministeriali e comunitarie. Siamo certi che questa revisione darà una ulteriore spinta al successo commerciale dei nostri vini, anche a livello internazionale».

Dal consorzio del Chianti Classico, che a più riprese ha sottolineato la differenza qualitativa dei propri vini con quelli del Chianti, si preparano le contromosse: «Siamo fermamente contrari a questa operazione - afferma da Shanghai la direttrice Carlotta Gori - e faremo tutto quello che è in nostro potere per fermarla».