Oggi | 8 novembre 2019 19:26

Affare Mps-Antonveneta, condanne pesanti

L'acquisto di Antonveneta da parte di Banca Mps, avvenuto nel 2007 per un corrispettivo di 9 miliardi di euro, continua a turbare i sonni degli ex vertici della banca senese, ma anche dei manager di Deutsche Bank e di Nomura che furono coinvolti nell'affare.

Oggi, 8 novembre, il processo milanese sulle operazioni finanziarie realizzate tra il 2008 e il 2012 ( tra cui presunte irregolarità sui derivati Alexandria e Santorini, Fresh 2008, operazioni immobiliari denominate Chianti Classico) per coprire le perdite provocate dall'acquisto di Antonveneta si è chiuso dopo quasi tre anni con le condanne di tutti e 16 gli imputati, tra persone fisiche e giuridiche. Nei loro confronti erano ipotizzati, a vario titolo, i reati di manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo all'autorità di vigilanza.

L'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari (nella foto), è stato condannato dal Tribunale di Milano a sette anni e sei mesi di reclusione, senza la concessione delle attenuanti generiche; Antonio Vigni, ex direttore generale di Mps, a sette anni e tre mesi; Daniele Pirondini, ex direttore finanziario, a cinque anni e tre mesi; Gian Luca Baldassarri, ex responsabile dell'area Finanza, a quattro anni e otto mesi; Marco Di Santo, ex responsabile Alm (asset liabilities management) nell'area Tesoreria e capital management della banca senese, a tre anni e sei mesi. Gli altri imputati condannati sono sei tra manager ed ex manager di Deutsche Bank e due di Nomura; ai due istituti - imputati in qualità di enti - sono stati confiscati più di 150 milioni di euro.

Gli avvocati di Giuseppe Mussari, Tullio Padovani, Fabio Pisillo e Francesco Marenghi, hanno definito «incredibile» la condanna in primo grado: «Anche a Siena eravamo partiti con una condanna e l'esito è a tutti noto - affermano in una nota - anche questa incredibile condanna svanirà in grado di appello, perché Giuseppe Mussari è innocente».