PROMO PA | 9 novembre 2019 10:31

Accessibilità: la parola d'ordine della cultura

La Regione Toscana ha recentemente approvato la graduatoria dei progetti ammessi a finanziamento con il bando Fse per l'alta formazione e la ricerca in ambito culturale.

I progetti finanziati sono 77 per un totale di 111 assegni di ricerca, del valore ciascuno di 28.000 euro annui e di durata biennale, di cui beneficeranno giovani laureati fino a 36 anni. Le proposte afferiscono tutti a gruppi compositi e multidisciplinari, composti da Università, enti di ricerca ed operatori della filiera culturale e creativa. Minimo comune denominatore delle proposte presentate è l'accessibilità alla cultura, ovvero l'audience developmnet, principio base delle politiche europee di quell'Agenda che nella prossima programmazione porterà oltre 30 miliardi di euro al settore.

Ma cos'è l'audience development? Con questo termine si intende quel processo strategico e dinamico di allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione, che sottende alla progettazione ed alla programmazione culturale, un processo che si realizza al meglio ove si metta in pratica una sapiente orchestrazione tra contenuti culturali e didattica, comunicazione e marketing, tecnologie e supporti digitali.

Il protagonista indiscusso di questo processo di promozione e sviluppo dell'audience development è naturalmente il pubblico: cittadini, turisti, famiglie, anziani, bambini, giovani e meno giovani, che siano atleti o disabili, europei o africani, cattolici o buddisti, laureati o meno … è a tutti loro e molti altri che deve giungere forte e chiaro il messaggio che il patrimonio culturale reca con sé.

E' per il pubblico e per la sua crescita che la nostra eredità culturale deve essere accessibile nel senso più ampio del termine: comprensibile, raggiungibile, godibile. In maniera reale, attraverso l'esperienza diretta, anche tattile ove possibile; in maniera virtuale utilizzando, per esempio, le molte interfacce che la tecnologia ci mette oggi a disposizione con soluzioni varie e personalizzabili.

E nelle proposte di ricerca presentate e premiate dalla Regione troviamo molto di tutto questo, in linea con le politiche che l'ente ha sviluppato in questi ultimi anni e che vedono il "diritto alla cultura" assumere un peso sempre più determinate.

Ma la Toscana non è – per fortuna – l'unica regione che sta puntando con forza su questa politica. Di là dall'Appennino la sorella Emilia sta lavorando ha scelto Parma, Capitale della Cultura per il 2020, come cantiere pilota sul tema. Anche qui un bando, una open call "Cultura per tutti, cultura di tutti", promossa dal Comune di Parma e da Ibc e sviluppato con il coordinamento scientifico di Promo Pa Fondazione, che premia le migliori idee di accessibilità museali (www.parma2020.it ).

E di bando in bando… si diffonde la cultura della progettazione accessibile.

Francesca Velani