Oggi | 4 novembre 2019 14:31

Gara bus, ora parte la guerra delle lettere

Parte la guerra epistolare tra i francesi di Ratp, vincitori della gara regionale per il trasporto pubblico locale su gomma, e Mobit, il consorzio di gestori locali che quella gara l'ha impugnata più volte (da ultimo la scorsa settimana al Tar Toscana).

Pochi giorni fa Autolinee Toscane (gruppo Ratp) ha inviato una lettera a più di 500 stakeholders - dagli assessori e consiglieri regionali ai presidenti di provincia e sindaci, ai parlamentari e europarlamentari fino alle associazioni di categoria e organizzazioni sindacali - per ricostruire tappe e contenuti della gara; ricordare i vantaggi che questa produrrà per utenti, lavoratori e istituzioni; illustrare gli impegni che l'azienda adotterà per migliorare il servizio «investendo in Toscana più di 550 milioni di euro e garantendo a tutti i dipendenti il mantenimento del posto di lavoro». Ratp ha chiesto «serietà, tranquillità e coerenza» per gestire «questo impegnativo passaggio» di beni dalle aziende attuali alla propria.

A stretto giro ha replicato Mobit - il consorzio formato da Ctt Nord-Cap-Copit, Tiemme e BusItalia-Fs - che ha scritto a tutti i sindaci toscani per «rispondere alle dichiarazioni di Autolinee Toscane degli scorsi giorni». Nella lettera si ripercorre la vicenda della gara regionale, sottolineando che la sentenza d'appello al Consiglio di Stato, decisiva per le sorti della competizione, è «attesa nelle prossime settimane». Per questo Mobit esorta a non avviare le attività di trasferimento dei beni dalle proprie aziende a Ratp, in vista dell'avvio del servizio dal 1 gennaio 2020, ma ad aspettare le sentenze definitive, e mette in guardia i sindaci-soci delle aziende di trasporto sul danno patrimoniale che si sta producendo.

La gara per l'affidamento del servizio bus sull'intero territorio toscano per nove anni - valore complessivo circa 4 miliardi - è stata bandita nel 2013 dalla Regione e assegnata in via definitiva ad Autolinee Toscane (gruppo francese Ratp) nel maggio 2019, con decorrenza appunto dal 1 gennaio 2020.