PROMO PA | 2 novembre 2019 10:31

''Burocràzia'': il grido degli imprenditori edili

Sono 749 le opere bloccate in Italia, di cui 22 in Toscana, tra le quali, solo per citarne alcune, l'Autopalio, la variante Aurelia, la tangenziale di Prato, il collegamento ferroviario Siena-Firenze e l'Autostrada tirrenica.

E' la cosiddetta "Bucrocràzia", la burocrazìa declinata come nomenclatura, la prima e più importante causa dei tempi lunghi e delle complicazioni che affliggono il comparto e che si traduce in un grande spreco di risorse finanziarie e umane. Relativamente a queste ultime si stima che 7.600 funzionari l'anno siano quelli da utilizzare in più rispetto alla dotazione teorica, per fronteggiare il caos normativo, prima causa dei problemi e che induce fra l'altro a una fuga dalle responsabilità, fonte di ulteriori ritardi. Tutte professionalità, che se adeguatamente formate e utilizzate, potrebbero determinare un recupero di efficienza pari allo 0,5% del Pil ogni anno, come dimostrato da uno studio realizzato da Promo Pa Fondazione e dall'Università di Roma Tor Vergata per conto di Ance nazionale.

E' quanto emerso dalla recente Assemblea annuale dell'Ance, da cui è partita una richiesta di intervento urgente a sostegno di un settore, quello dell'edilizia e delle opere pubbliche, che non si è ancora ripreso dalla crisi economica degli ultimi 10 anni e che continua a soffrire a causa di un sistema normativo e burocratico che, come ha affermato il presidente Gabriele Buia, «rappresenta un potere a sé, incontrollabile e ingestibile». Potere che allunga in modo ingiustificabile anche i tempi che passano dall'avvio della procedura di gara all'apertura del cantiere, 15 anni per una grande opera, 5-6 anni per un'opera ordinaria, tempi che sono incompatibili con la vita delle imprese e con l'esigenza di rendere il Paese più moderno ed efficiente.

C'è da augurarsi che le novità che si profilano siano in grado di operare una semplificazione che vada al di là della semplice dichiarazione di intenti. Il regolamento sarà fondamentale in questo senso se potrà contribuire a superare con norme semplici e di chiara interpretazione il sistema della cosiddetta soft law, che con le linee guida dell'Anac non ha prodotto - al di là delle buone intenzioni - i risultati sperati, anche per un allargamento del perimetro di applicazione dell'abuso d'ufficio sicura concausa della paralisi amministrativa indotta dal timore di sanzioni penali.

Un piccolo passo intanto è stato fatto col recente decreto fiscale che ha abolito
l'assurdo blocco delle spese per formazione dei funzionari pubblici, necessaria se non indispensabile per fronteggiare norme spesso incoerenti, contraddittorie e instabili .

Annalisa Giachi