Oggi | 31 ottobre 2019 10:21

A fine 2021 in Toscana addio al glifosate

La Toscana anticipa lo stop al glifosate, il potente e controverso diserbante usato in agricoltura e accusato di essere cancerogeno: una delibera della giunta regionale apre la strada a una serie di misure con l'obiettivo di fare della Toscana una regione "glifosate free" dal 31 dicembre 2021, in anticipo rispetto alla linea dettata dall'Unione europea che ne vieterà l'uso dal 15 dicembre 2022.

Da subito la Regione vieta l'uso del glifosate nelle aree di salvaguardia dei punti di captazione delle acque sotterranee con utilizzo idropotabile (in precedenza il divieto riguardava solo le acque idropotabili superficiali). Al tempo stesso si procede con la revisione annuale delle sostanze ammesse dal Piano di utilizzazione per l'impiego sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti (Puff). L'elenco regionale, in linea con l'elenco ministeriale, eliminerà le sostanze attive vietate all'interno delle aree di salvaguardia di captazioni da acque superficiali e sotterranee. Si stabilisce anche di vietare l'utilizzo del glifosate in ambito extra-agricolo eliminando il rilascio di nulla osta per motivi eccezionali, ad esempio lungo i binari delle ferrovie.

Fra le azioni incentivanti, invece, la Regione annuncia la sottoscrizione di un protocollo con il Distretto rurale Vivaistico ornamentale e con l'Associazione Vivaisti Italiani per condividere l'obiettivo di ridurre l'utilizzo del glifosate. Sarà elaborato un marchio che gli operatori agricoli e i Comuni potranno apporre sui prodotti e sui parchi e giardini comunali che risultino non essere stati trattati con il principio attivo glifosate. La Regione si impegna ad aprire il Bando della misura 11 "Agricoltura Biologica" del Psr 2014-2020 con le risorse che si renderanno disponibili e dare così nuove opportunità a chi vuole incrementare la coltura bio, e dal 15 maggio 2021 solo chi non usa il glifosate potrà accedere ai premi relativi all'adesione alla sottomisura "Pagamenti per impegni agro-climatico-ambientali".

Cia Toscana sottolinea però che lo stop al glifosate «rischia di essere penalizzante nei confronti delle aziende agricole toscane in termini di competitività e produttività su alcune produzioni, con il resto dell'agricoltura italiana ed europea che potrà invece far uso di glifosato per un ulteriore anno». L'associazione chiede quindi «che vengano realizzati e sostenuti in tempi rapidi percorsi e strumenti che puntino su ricerca, innovazione, informazione e consulenza tali da mettere a disposizione delle aziende agricole toscane delle soluzioni che non compromettano la competitività delle nostre imprese, sempre garantendo la sostenibilità ambientale».

Il glifosate (o glifosato), introdotto sul mercato mondiale da Monsanto negli anni '70, è fra i diserbanti più utilizzati al mondo, in virtù della sua efficacia e della sua economicità: la sua diffusione è aumentata dagli anni '90, periodo in cui l'azienda ha iniziato a introdurre sul mercato anche le prime colture Ogm resistenti all'erbicida. Il brevetto è scaduto nel 2001. Oggi il glifosate è utilizzato non solo in agricoltura, ma anche nei prodotti per il giardinaggio e la manutenzione del verde, al fine di liberare marciapiedi, autostrade e binari ferroviari dalle erbe infestanti. L'Efsa, agenzia europea sulla sicurezza alimentare, lo aveva assolto dall'accusa di essere cancerogeno, ma la Iarc, agenzia per la ricerca sul cancro dell'Oms, lo ha catalogato proprio tra le sostanze «potenzialmente cancerogene».