Oggi | 31 ottobre 2019 10:54

Corrono gli ordinativi delle turbine Nuovo Pignone

Crescono a un gran ritmo gli ordinativi di Baker Hughes, ma i ricavi ancora no, e il business delle turbine - che ha a Firenze il suo centro globale, con Nuovo Pignone - vede queste due tendenze spinte in maniera ancora più radicale. Il colosso americano dell'Oil&Gas, recentemente scorporato da General Electric, nel terzo trimestre del 2019 ha visto una crescita del 35% degli ordini anno su anno, ma un più modesto +4% in termini di fatturato (arrivato a 5,9 miliardi di dollari).

Il cosiddetto settore Tps (Turbomachinery and process solutions), nel trimestre, vede addirittura un +79% degli ordini, a fronte però di un fatturato che si riduce del 14% anno su anno: un calo dovuto, secondo l'azienda, alla vendita del business High-speed Reciprocating Compressor, e a minori volumi sugli upgrade e nel business Flow and Process technology. Il dato positivo degli ordini è invece frutto di un aumento delle commesse per nuovi macchinari pari al 200%, sulla scia di maggiori commesse in ambito Gnl, onshore e offshore.

«Siamo molto soddisfatti della nostra esecuzione come squadra e crediamo che Baker Hughes sia saldamente sulla buona strada dal punto di vista finanziario, operativo e strategico», ha commentato Lorenzo Simonelli, presidente e amministratore delegato di Baker Hughes.