Oggi | 31 ottobre 2019 14:43

Bekaert, si lavora sul piano di Tm (e della coop)

Un piano industriale presentato nel dettaglio (quello di Trafilerie Meridionali) e da verificare, un altro (quello della cooperativa dei lavoratori) ancora da approfondire, con verifiche in corso per capire se i due progetti siano compatibili per massimizzare la quota di dipendenti riassunti: questa la situazione emersa dal tavolo di oggi al ministero dello Sviluppo economico per la vertenza Bekaert, a cui hanno partecipato istituzioni, sindacati, e una delegazione dell'azienda belga, che non sospende e non ritira la procedura di licenziamento collettivo per i 210 addetti ancora in Cig straordinaria.

«L'ipotesi più rilevante su cui si sta lavorando già da diversi mesi, di concerto col Mise e Invitalia, è quella dell'azienda italiana, attiva nel settore delle lavorazioni metalliche, che ha presentato un piano industriale per la produzione a Figline di "filo tubo"», ha commentato Bekaert, riferendosi a Trafilerie Meridionali, il cui piano prevede investimenti complessivi per oltre 21 milioni di euro, e la riassunzione di una parte dei lavoratori. Fra le novità emerse al tavolo, un'apertura da parte di Bekaert alla possibilità che a Figline si produca ancora steel cord, oltre che filo tubo: una opzione che fin qui l'azienda belga aveva escluso.

Altra novità dell'incontro al Mise, secondo la Regione Toscana, è la disponibilità che la sottosegretaria Alessandra Todde (M5s) ha offerto per portare al Ministero del lavoro la richiesta di proroga della cassa integrazione, e riconvocare il tavolo al Ministero entro novembre, con l'obiettivo di chiudere la partita della reindustrializzazione dell'area Bekaert entro i primi quattro mesi del 2020. «Siamo molto contenti - ha detto il governatore Enrico Rossi - del fatto che circa 100 lavoratori nel frattempo si siano ricollocati. Adesso é necessario salvare questo sito produttivo e dare lavoro agli altri».

Solo parzialmente soddisfatti i sindacati: «E' stato fatto un passo in avanti - dicono il segretario generale Fim-Cisl Toscana Alessandro Beccastrini e il segretario generale aggiunto Cisl Firenze-Prato Fabio Franchi - c'è una possibilità concreta, ma è necessario darle effettiva sostanza e fattibilità e va fatto nei tempi giusti; e se non bastano i due mesi rimasti di cassa integrazione bisogna trovare il tempo per concretizzarla. Di certo non accetteremo che i lavoratori vengano licenziati». Per Daniele Calosi, segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze, «entro la fine dell'anno, in soli due mesi, non siamo in grado di valutare la solidità della proposta di Trafilerie Meridionali e del suo partner, peraltro sconosciuto. Ad oggi non è stato neanche ipotizzato un numero di lavoratori che saranno ricollocati. Forse perché dipende da quanti soldi pubblici potranno arrivare? Ma con quali garanzie occupazionali? Non è accettabile esser messi di nuovo nella condizione di fare trattativa con la pistola dei licenziamenti puntata alla testa».