PROMO PA | 12 ottobre 2019 10:31

Capitali della Cultura, Faro della sostenibilità

«La conservazione dell'eredità culturale, ed il suo uso sostenibile, hanno come obiettivo lo sviluppo umano e la qualità della vita». Con queste parole i 37 Paesi membri dell'Unione Europea riconoscono il ruolo ed il valore fondante dell'eredità culturale nella costruzione della società contemporanea, un riconoscimento che l'Italia ha sottoscritto ieri approvando in Senato l'adozione della Convenzione di Faro, documento guida che il Consiglio d'Europa ha emanato nel 2015, con l'obbiettivo di «realizzare un'unione più stretta fra i suoi membri, allo scopo di salvaguardare e promuovere quegli ideali e principi, fondati sul rispetto dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello stato di diritto, che costituiscono la loro eredità comune».

Sono profondi i significati che sottendono a questa sottoscrizione, che influenzerà le linee di indirizzo strategiche dello sviluppo economico-sociale, rafforzando e promuovendo le politiche intersettoriali – cultura, sociale, mobilità, ambiente, turismo, etc… - sia a livello nazionale, sia a locale.

A LuBeC 2019 – che si è svolto la scorsa settimana a Lucca – il capo di gabinetto del Ministero per i Beni Culturali, Lorenzo Casini, ha annunciato l'uscita del bando di Capitale Italiana 2021. Una notizia importante e molto attesa dalle città italiane che ben sanno quanto il bando possa rappresentare a livello di progettazione integrata territoriale, al di là della vittoria o meno del titolo.

E uno strumento, il bando, che oggi – grazie a Faro – potrebbe arricchirsi di nuove prospettive, anche alla luce della proposta fatta a LuBeC da Promo PA Fondazione e dalla Rete delle Città della Cultura, di aggiornare i parametri di valutazione del bando inserendovi il tema della sostenibilità, nell'accezione sopra indicata, in linea con il principio di Faro cultura-sostenibilità, al fine di rafforzare l'impegno delle città nel percorso di raggiungimento dei goal dell'Agenda 2030.

Capitale Italiana, che deriva dalla "sorella maggiore", Capitale Europea, intende "sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l'integrazione senza conflitti, la creatività, l'innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo".

In linea con questi principi sono state ben 81 le città che si sono presentate. Attraverso quattro call aperte dal 2015 al 2018, sono state nominate Capitale italiana della Cultura Mantova 2016, Pistoia 2017, Palermo 2018 e Parma 2020. Per il 2019 il titolo di Capitale Europea è stato assegnato dall'Ue a due città: Matera e Plovdiv, in Romania. I comuni finalisti che si sono contesi il titolo con Matera – Lecce, Perugia-Assisi, Ravenna, Cagliari, Siena – hanno ottenuto dal Mibac il titolo di Capitale Italiana per il 2015.

Francesca Velani