Oggi | 10 ottobre 2019 15:16

Mafia, a Firenze più controlli sui pubblici esercizi

Per rendere più efficace il contrasto ai tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata in alcuni settori strategici dell'economia legale fiorentina, le azioni di controllo nel campo dell'edilizia e dell'urbanistica sono state potenziate, e sono estese anche al mondo delle attività economico-commerciali, in particolare ai pubblici esercizi. E' questa la novità principale del rinnovato protocollo sugli appalti pubblici siglato, oggi, da Prefettura di Firenze, Comuni della Città Metropolitana fiorentina e Unioni dei Comuni del Mugello, del Chianti Fiorentino, del Valdarno e Valdisieve e del Circondario Empolese Valdelsa.

Il nuovo articolo 8 del protocollo prevede l'impegno da parte degli enti firmatari a richiedere alla Prefettura le informazioni antimafia nei confronti dei soggetti privati che cedono al Comune le aree di territorio da destinare ad uso pubblico dopo aver realizzato le cosiddette "Opere di scomputo". Analogo obbligo per ogni singolo atto di concessione edilizia privata per gli interventi che superano i duemila mq. Informazioni antimafia da acquisire anche dai concessionari e/o enti gestori di interventi infrastrutturali di urbanizzazione che la giurisprudenza, ritiene vere e proprie opere pubbliche.

Il nuovo articolo 9 introduce controlli stretti, condivisi tra Prefettura e Comuni firmatari, sulle attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, su quelle ricettive, di intrattenimento, di giochi, di raccolta di scommesse, di vendita al dettaglio e all'ingrosso, per intercettare più facilmente i fenomeni di riciclaggio, usura ed estorsione. Le Polizie Municipali, attraverso controlli di polizia amministrativa, verificheranno il rispetto delle normative di settore per poi procedere, nel caso di mancata osservanza delle prescrizioni di legge, alla sospensione o alla revoca delle autorizzazioni, fino alla cessazione della stessa attività.

L'articolo 9 prevede inoltre che i Comuni segnalino alla Prefettura, ogni quattro mesi, le variazioni di titolarità delle attività commerciali, considerate a maggior rischio di infiltrazione, che possono costituire "indicatori sintomatici" di attività da tenere sotto stretta osservazione.

«Credo che sia fondamentale tenere gli occhi apertissimi - ha affermato il sindaco di Firenze Dario Nardella - perché la criminalità organizzata non deve attecchire nel nostro territorio, nelle nostre province, nelle nostre città: è come un cancro, quando attecchisce è difficile poterlo sradicare». Per Nardella inoltre «se noi vogliamo diminuire il rischio di forme di corruzione, di infiltrazioni, noi dobbiamo avere una legislazione semplice e anche meno burocrazia». Insieme a Nardella sono intervenuti alla firma il prefetto Laura Lega, il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo e il direttore della Dia Giuseppe Governale. Presenti alla cerimonia anche i rappresentanti della Camera di commercio di Firenze e delle categorie economiche del territorio.