Oggi | 4 ottobre 2019 16:30

I dazi Usa preoccupano le aziende toscane

I dazi anti-Ue decisi da Donald Trump preoccupano l'industria toscana, e in particolare quella agroalimentare, anche se è ancora difficile capire l'impatto che potranno avere sulla produzione e sull'export regionale, diretto e indiretto.

Il sospiro di sollievo è legato al fatto che il vino (export toscano 960 milioni nel 2018) e l'olio (export toscano 654 milioni nel 2018), cioè le due voci che costituiscono la maggior parte delle esportazioni agroalimentari della regione, non sono compresi nella lista dei prodotti soggetti a dazio che - per quanto riguarda l'agroalimentare toscano - abbraccia invece formaggi e prosciutto.

I primi gridi di allarme si sono già alzati. Coldiretti Toscana mette in guardia dal rischio-imitazioni: «C'è forte paura per le eccellenze della nostra regione che portano il vero ‘made in Tuscany' in giro per il mondo - dice il presidente Fabrizio Filippi -. Penalizzando il made in Italy cresce e si alimenta il fenomeno dell'italian sounding». Confagricoltura Toscana è drastica: «L'agricoltura toscana rischia l'estinzione - dice il presidente Marco Neri - servono subito misure di sostegno agli agricoltori o molte imprese chiuderanno».

Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca) guarda alla manifattura: «Gli effetti diretti saranno limitati - afferma l'associazione - ma siamo preoccupati per il clima generale che si sta respirando nel commercio internazionale. L'imposizione di dazi rischia di scatenare controffensive da parte dei Paesi danneggiati, innescando reazioni a catena negative per lo sviluppo degli scambi internazionali».