Oggi | 1 ottobre 2019 19:36

«Il gap infrastrutturale costa 5 miliardi all'anno»

La Regione Toscana ha investito oltre 5,4 miliardi di euro di risorse proprie, tra il 2014 e il 2019, per le infrastrutture e la mobilità. Il dato è stato reso noto oggi in occasione della giornata di approfondimento "La Toscana che si muove: territorio, infrastrutture, trasporti dal dire al fare" organizzata presso l'auditorium di Santa Apollonia a Firenze. Ma una cifra quasi uguale, secondo la Fit Cisl, va perduta ogni anno a causa dei ritardi e del blocco delle opere infrastrutturali.

«La Toscana sta pagando il prezzo di colpe non sue», ha detto l'assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, lamentando «il ritardo nella realizzazione di fondamentali opere di interesse e competenza nazionale, come il completamento del Corridoio Tirrenico, la Due Mari, il nodo Av di Firenze e altro ancora». La Fit Cisl stima che i ritardi e il blocco delle opere infrastrutturali in Toscana pesino sul sistema industriale e in particolare sul trasporto delle merci, la logistica e l'export per circa 5 miliardi di euro all'anno.

Non solo: «Aprendo i cantieri delle infrastrutture già autorizzate e finanziate - sostiene il segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni - si avrebbero nei prossimi 5 anni in Toscana oltre 100 mila posti di lavoro in più, sia diretti che indiretti, mentre l'effetto benefico sull'economia delle nuove infrastrutture, una volta realizzate, creerebbe 30mila posti di lavoro stabili».

Per colmare il gap infrastrutturale della Toscana un'occasione in prospettiva potrebbero essere le Olimpiadi del 2032, dovesse concretizzarsi il progetto di candidatura Firenze-Bologna. «Se noi investiamo buttando un po' il cuore oltre l'ostacolo sulla promozione dell'evento, e otteniamo l'evento, poi arrivano gli aiuti, perché il Comitato Olimpico per le prossime Olimpiadi ha stanziato 1 miliardo e 750 milioni di diritti, e con 1 miliardo e 750 milioni di infrastrutture ne fai», ha evidenziato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, a margine dell'incontro sul tema organizzato a Firenze da Qn, La Nazione e Il Resto del Carlino.

Nella stessa sede, il sindaco di Bologna Virginio Merola ha rilanciato l'idea di una società aeroportuale comune "transappenninica": «Per me resta valida la prospettiva
di un confronto perché si crei un'unica società aeroportuale tra Bologna e Firenze», ha detto, sottolineando che «Bologna ha un massimo di espansione dei suoi voli di 12 milioni di passeggeri, quindi questa abitudine italiana a fare le gare che ognuno deve avere l'aeroporto più grande a un certo punto responsabilmente dovrà avere fine. Il nostro aeroporto è in città: fare un aeroporto fuori dalla città lo renderebbe meno competitivo, ma soprattutto ci farebbe cementificare cose che non vogliamo più cementificare, quindi è arrivata l'ora in questo paese di mettersi insieme, invece che ognuno pensi ai fatti suoi».