Oggi | 30 settembre 2019 18:24

Perini Navi vara joint venture e allarga il mercato

Il cantiere viareggino Perini Navi - leader negli yacht a vela di grandi dimensioni - avvia, per la prima volta, la produzione per terzi: lo farà attraverso la joint venture 'Falcon Rig', appena costituita con lo studio olandese di architettura Dykstra Naval Architects e l'inglese Magma Structures per sviluppare tecnologie all'avanguardia votate a migliorare manovrabilità e sicurezza delle barche a vela di grandi dimensioni (come i due superyacht 'Dyna Rigs' attualmente in navigazione).

«Le barche equipaggiate con Dyna Rigs consentono di utilizzare più frequentemente le vele come propulsione, anche per brevi spostamenti da una baia all'altra, permettendo così di ridurre significativamente il consumo di carburante», afferma il comunicato che annuncia la joint venture.

La tecnologia, creata per la prima volta da Perini Navi e dai suoi partner per lo yacht Maltese Falcon, lungo 88 metri e realizzato nel 2006, è stata apripista di una rivoluzione nel settore. «Oggi, attraverso questa joint venture, uniamo le nostre competenze per espandere la flotta Falcon Rig nata in seno a Perini Navi, aprendo nuove opportunità per gli armatori che amano navigare in questo modo straordinario», spiega Burak Akgül, chief business development officer di Perini Navi.

Si tratta dell'ennesima tappa nel percorso di rilancio del cantiere viareggino che fa capo all'imprenditore veneto Edoardo Tabacchi. Perini Navi ha annunciato nei giorni scorsi, al salone nautico di Monaco, la nuova gamma di yacht a vela 'Falcon Rig' che abbraccia da 56 a 92 metri e che è ispirata all'iconico Maltese Falcon. «Abbiamo già firmato una lettera d'intenti per un 92 metri a vela che avrà alberi in carbonio, una superficie velica di 2.400 mq e una concezione innovativa degli spazi – ha detto Lamberto Tacoli, amministratore delegato dell'azienda – che si aggiunge ad altre due lettere d'intenti per un 47 metri a vela ‘E-volution' e per un 74 metri a motore». Anche il 74 metri è ad alto tasso di innovazione, visto che per la prima volta Perini ha aperto il know how costruttivo a designer esterni, facendolo disegnare dall'architetto navale argentino Horacio Bozzo.

Il portafoglio ordini è arrivato oggi a 160 milioni con sette barche in costruzione (due a motore e cinque a vela). Le commesse stanno portando linfa ai conti, avviati sulla strada del risanamento dopo il riassetto societario e la riorganizzazione degli ultimi due anni: nel 2019 il valore della produzione di Perini Navi salirà vicino a 80 milioni (+22%) con un pareggio operativo; nel 2020 il cantiere prevede di tornare a fare utili.