Oggi | 30 settembre 2019 10:30

Marenzi: «Pronti a rilevare il BuzziLab»

Non si scioglie il nodo del BuzziLab, il laboratorio dell'Istituto tecnico industriale statale 'Buzzi' di Prato che, oltre a svolgere attività per la scuola, lavorava per terzi effettuando le analisi sui tessuti per decine e decine di marchi (primo fra tutti Gucci).

Dopo essere stato chiuso dal preside all'inizio di settembre per incertezza sul suo status giuridico (incertezza che ha dato luogo a una inchiesta giudiziaria), ora il laboratorio è stato riaperto parzialmente - con limitazioni di tempo e funzioni - e non risponde più ai bisogni del sistema moda. Tanto che gli industriali di Prato, ora riuniti in Confindustria Toscana nord, nei giorni scorsi hanno rilanciato l'allarme: «Il problema è tutt'altro che risolto - hanno precisato - un BuzziLab ridotto ai minimi termini non può svolgere quel ruolo strategico per il distretto che, dal punto di vista delle imprese, rappresenta un valore fondamentale. E' importante comunque che le attività del laboratorio coinvolgano ancora il personale della scuola che, con le sue competenze e capacità, ne ha fatto una realtà di eccellenza riconosciuta da tutti».

Una proposta arriva ora da Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda (l'associazione che rappresenta il settore moda allargato, galassia da più di 95 miliardi di ricavi) e della società fieristica Pitti Immagine: «Non perdiamo un'eccellenza come il BuzziLab di Prato, anzi facciamolo diventare un laboratorio di analisi tessili a servizio dell'intero sistema moda», ha spiegato dalle pagine del Sole 24 Ore sottolineando la strategicità per le aziende di un servizio come l'analisi dei tessuti per le aziende (per superare le barriere doganali all'export, sempre più complicate e mutevoli, oltre che per valorizzare la comunicazione e il marketing aziendali).

«Sistema moda Italia, attraverso la propria Fondazione Cotone e lino, è pronta a rilevare il BuzziLab per inserirlo in una rete di laboratori tessili a servizio dell'intero settore», ha spiegato Marenzi. «La proposta è di ‘staccare' il laboratorio dalla scuola senza modificarne però la gestione, che deve essere lasciata ai tecnici, ai docenti e agli imprenditori pratesi – aggiunge -. Per il settore sarebbe veramente il modo di fare sistema al di là delle parole».

Marenzi spiega che l'operazione è già collaudata, visto che la Fondazione Cotone e lino ne ha fatta una simile acquisendo la maggioranza del CentroCot di Gallarate. «CentroCot potrebbe ora essere messo in rete col Serico di Como e col BuzziLab di Prato per costruire un sistema nazionale di laboratori di analisi tessili: noi siamo pronti e, attraverso Smi, ci proponiamo per questa collaborazione pubblico-privato. Un esempio virtuoso di questa alleanza, del resto, esiste già ed è proprio Pitti Immagine, società partecipata al 75% dal Centro di Firenze per la moda italiana che associa istituzioni e imprenditori, e al 25% da Sistema moda Italia. Riproporre questo modello per il BuzziLab andrebbe a tutto vantaggio del settore che avrebbe così due eccellenze».