PROMO PA | 28 settembre 2019 10:31

Combattere l'urbanicidio è la nuova sfida dei sindaci

Roma è la città italiana inserita dall'Onu nell'elenco nell'elenco delle 9 città del mondo maggiormente a rischio di overtourism. Firenze pur non essendo in quell'elenco è la terza città italiana nella graduatoria del carico turistico. Succede che di turismo si vive ma si può anche soffocare, perché i flussi sono ormai incontrollabili.

Le città che li subiscono rischiano di perdere - e alcune l'hanno ormai persa - la propria identità culturale sociale e urbanistica con l'espulsione dei residenti dai centri e dai quartieri storici a favore di una predilezione per l'ospitalità turistica di breve periodo. A questo si aggiunge la chiusura dei negozi di tradizione, che non reggono agli aumenti degli affitti che possono pagare solo le grandi catene commerciali, che contribuiscono così con la loro invasiva presenza all'omologazione dei centri storici e alla perdita di quella diversità che è una delle caratteristiche delle nostre comunità e che faceva affermare a Byron che in Italia tutte le città sono Capitali.

Per descrivere questa situazione si parla ormai con un brutto neologismo di urbanicidio, che è la soppressione del genius loci, che caratterizzava e ancora caratterizza fortunatamente alcune residue realtà con le loro tradizioni culturali, sociali, enogastronomiche e relazionali.

Le cause di questo fenomeno stanno anzitutto nella globalizzazione, nella facilità di spostamenti, che si possono permettere strati sempre più larghi della popolazione mondiale e nelle grandi piattaforme di intermediazione di servizi turistici , che sono le principali accusate del fenomeno e che hanno una potenza di fuoco planetaria: Expedia e Booking vendono oggi 170 miliardi di servizi turistici contro i 15 del 2004, sistemando un milione di persone al giorno - cifre impossibili per una catena alberghiera e Airbnb incassa incassa 103 milioni di dollari ogni 24 ore.

Di fronte a queste cifre è impensabile che un sindaco possa avere strumenti per regolare o almeno destagionalizzare gli afflussi e forse neanche a livello dei governi nazionali si possono raggiungere risultati soddisfacenti. Su questa consapevolezza nasce l'iniziativa delle città europee più visitate dai turisti che si sono riunite giovedì scorso a Bruxelles per individuare strumenti a livello comunitario per frenare l'impatto fortissimo, degli affitti modello Airbnb.

L'Italia con la presenza dell'assessore del Comune di Firenze Cecilia del Re insieme agli altri Paesi spinge per per arrivare ad una legge di tutela dei centri storici. Il tema sarà approfondito e dibattuto, il 2 e 3 ottobre a Lucca nella quindicesima edizione di Lubec, in tre workshop. Il primo organizzato all'interno della Rete delle Città della Cultura approfondisce le problematiche del carico turistico, individuando soluzioni possibili a livello locale per assicurare un ragionevole equilibrio con le esigenze dei residenti.

L'argomento sarà replicato a livello europeo col workshop organizzato con Sviluppumbria. Con l'ordine degli architetti si parlerà infine della rigenerazione urbana il cui obiettivo è il miglioramento della qualita della vita dei residenti che implica uno sviluppo sostenibile del turismo.

Gaetano Scognamiglio