Oggi | 20 settembre 2019 16:55

Cave, proroga a fine anno sui piani dei bacini estrattivi

Ancora una proroga: l'approvazione dei piani attuativi dei bacini estrattivi (Pabe) delle Alpi Apuane, previsti dal Piano paesaggistico della Toscana e da realizzarsi su iniziativa pubblica (Comuni) o privata, slitta al 31 dicembre 2019. La proroga decisa dalla Regione è stata firmata oggi, 20 settembre, dal ministero dei Beni culturali (Mibac). Il termine fissato in precedenza (con un'altra proroga) era scaduto il 5 giugno 2019 (leggi qui ).

Si tratta di piani strategici per svolgere l'attività d'escavazione: per le cave inserite nel parco delle Alpi Apuane i piani di bacino sono definiti "obbligatori", e dunque rappresentano la condizione per ottenere varianti, rinnovi e autorizzazioni.

Nei primi tre anni di vigenza del Piano paesaggistico, neppure uno dei (previsti) 40 piani di bacino è stato approvato. Negli ultimi tempi - secondo i dati resi noti nell'agosto scorso dalla Regione - sono stati approvati 12 piani attuativi (relativi a 64 cave su 160 del distretto apuano), ma non ancora quelli che interessano le 77 cave di Carrara, l'area più delicata.

Peraltro i piani attuativi avrebbero bisogno della "cornice" rappresentata dal Piano regionale cave, che invece ancora non c'è (l'assessore regionale Vincenzo Ceccarelli ha promesso l'approvazione definitiva entro fine anno ).

La nuova proroga dei piani dei bacini estrattivi è stata firmata da Regione e Mibac perché i Pabe discendono dal "famoso" Piano paesaggistico della Toscana, voluto dall'ex assessore regionale Marson per limitare l'escavazione di marmo e approvato tra le polemiche nel marzo 2015, che era co-pianificato Regione-Mibac. «Finalmente è stata presa la decisione che tutto il territorio attendeva e che nei giorni scorsi avevo di nuovo
sollecitato - sottolinea in una nota l'assessore toscano al Governo del territorio, Vincenzo Ceccarelli -. Ringrazio il ministro Franceschini per il contributo dato a risolvere
positivamente la questione. E' già partito l'iter per convocare la commissione regionale paesaggistica per le attività estrattive».

Dunque se non ci saranno altri intoppi, a fine 2019 - e dopo cinque anni di "passione" - il settore dell'escavazione avrà un quadro di regole certe: un nuovo Piano cave e 40 piani attuativi dei bacini estrattivi.