Oggi | 9 settembre 2019 16:19

Santa Croce, ecco il riuso dell'acqua per la concia

Acqua 360, il progetto di ricerca presso il depuratore Aquarno di Santa Croce sull'Arno con cui si sta procedendo al riuso di reflui civili all'interno del processo di concia, «è ora nella sua fase applicativa e può essere esteso alle aziende del distretto». L'annuncio è arrivato da Andrea Giachi, responsabile ricerca e sviluppo di Aquarno, in occasione della visita al depuratore di alcuni docenti della scuola estiva nazionale di didattica e ricerca educativa organizzata dalla Società Chimica Italiana, accolti dal vicedirettore di Assoconciatori Marco Cavallini.

Acqua 360 ha coinvolto diversi partner tra cui Poteco, Laboratorio Archa, DeltAcque e Depuratore Aquarno, con le concerie San Lorenzo, Settebello e Victoria che hanno partecipato alla fase di sperimentazione . Dalla seconda metà del 2016 al 2018, Acqua 360 ha studiato la possibilità di depurare e affinare acque reflue civili per poi farle usare da aziende conciarie nel loro processo di lavorazione. «Il progetto - aggiunge Giachi - ha studiato le possibilità di questo riuso reimmettendo nei processi produttivi di tre concerie campione acque diverse opportunamente affinate ottenute dal trattamento di un refluo domestico».

L'evoluzione nel riuso delle acque fa il paio con l'accordo del marzo scorso in virtù del quale le 150 aziende del distretto investiranno 80 milioni di euro da qui al 2022 per spingere sul riutilizzo degli scarti di lavorazione: sono in programma il raddoppio della capacità dell'impianto di trattamento dei fanghi dei depuratori, e il potenziamento dell'impianto di trattamento degli scarti di lavorazione conciaria.