Oggi | 9 agosto 2019 18:03

La Fiom ''chiama'' Confindustria Firenze sulle crisi

«Nel mese di settembre come segreteria della Fiom chiederemo ufficialmente un incontro con i vertici di Confindustria Firenze su come affrontare le crisi». Questo l'annuncio di Daniele Calosi (nella foto), segretario generale della Fiom-Cgil di Firenze, in una conferenza stampa in cui ha fatto il punto con la segreteria provinciale sulle vertenze dei metalmeccanici aperte nel territorio fiorentino, dove la stessa Fiom pesa per oltre l'80% dei delegati eletti nell'industria.

Un appello, sostiene Calosi, per riprendere i rapporti («ora inesistenti», lamenta) con l'associazione degli industriali: «Noi Confindustria non la incrociamo quasi più in nessun tavolo di trattativa, sia nei rinnovi dei contratti integrativi sia anche sui tavoli di crisi. Ci piacerebbe avere Confindustria a fianco, che ci aiutasse a trovare delle soluzioni per la salvaguardia di posti di lavoro». Confindustria Firenze, dice il segretario, è «molto lanciata sul tema infrastrutturale, a partire alla pista dell'aeroporto, ma "oltre la pista c'è di più».

L'associazione nel pomeriggio ha fatto sapere di essere disponibile a incontrare la Fiom «come lo è sempre stata negli ultimi anni», ricordando la propria presenza «a tutti i tavoli istituzionali, per non parlare dell'incessante rapporto di partnership con tutto il mondo sindacale», per cui «ogni altra considerazione appare frutto di una agostana, e dunque pretestuosa e inutile, ricerca di polemica a cui non abbiamo alcun interesse a rispondere».

Secondo la Fiom, l'ingresso di multinazionali e grandi industrie sul territorio (Marchesini, Ima, Hymer, Coesia) ha permesso di mettere in sicurezza un corposo tessuto produttivo di qualità,; regge bene dal Chianti al Mugello la meccanica generale, la produzione di impianti per l'industria di vino e olio mantiene i livelli degli anni precedenti. A segnare una decisa crescita a livello di fatturato e di personale sono le aziende che realizzano accessori moda, mentre il settore informatico registra fatturati in crescita ma le aziende, lamenta la Fiom, non intendono redistribuire «in maniera consistente e collettiva» questa ricchezza con i lavoratori.

Con un'eventuale caduta del governo Conte «non cambia niente» per la vertenza Bekaert, perché «il governo è stato inesistente durante tutta la vertenza dal punto di vista industriale», ha lamentato Calosi, secondo cui «è stato lodevole il reinserimento della Cigs, col decreto proposto dai sindacati che il Governo ha recepito», ma «sulla reindustrializzazione abbiamo incontrato il Governo a marzo e luglio, ci hanno dato un altro appuntamento a settembre ma si dovrebbe andare a ottobre, c'è attività di scouting e forse un'azienda bielorussa, ma non siamo a niente». Prosegue intanto l'iter per costituire una cooperativa dei lavoratori Bekaert che possa proporre un piano industriale, «che la Fiom valuterà sindacalmente», ha concluso Calosi.