Oggi | 12 agosto 2019 09:46

Agricamping, le nuove regole dividono le categorie

La proposta di legge regionale toscana per la regolamentazione dei cosiddetti agricamping, che introduce vincoli più stringenti per l'attività ricettiva praticata da aziende agricole, sta dividendo le associazioni di categoria. Sono infatti critiche le associazioni del mondo agricolo, mentre il mondo associativo del turismo plaude all'iniziativa, pur chiedendo miglioramenti al testo licenziato dalla giunta regionale.

In Toscana gli agricampeggi censiti sono 129, per un totale di 4.900 posti letto. La Regione nella proposta di legge varata a metà luglio ha stabilito una serie di soglie che prevedono un certo numero di piazzole (fino a un massimo di tre per ettaro di superficie aziendale), e il principio che le strutture che vengono allestite debbano essere rimosse entro 180 giorni come per gli stabilimenti balneari. Non sarà possibile utilizzare a fini agrituristici volumi derivanti da interventi di ristrutturazione urbanistica o da trasferimenti di volumetrie. Gli interventi edilizi sul patrimonio rurale dovranno essere realizzati utilizzando materiali costruttivi tipici e nel rispetto degli elementi architettonici caratteristici dei luoghi.

Secondo Coldiretti Toscana «non si può limitare la possibilità di fare impresa e penalizzare i turisti che vogliono stare in mezzo alla natura» per effetto della nuova legge. «Chiediamo l'apertura di un tavolo di confronto tecnico per quanto riguarda la regolamentazione, nel rispetto di quella che è stata la normativa ad oggi», afferma Luca Serafini, presidente di Terranostra Toscana, la branca "agrituristica" di Coldiretti, per il quale con l'apertura alla ricettività «abbiamo salvato centinaia di aziende agricole che altrimenti sarebbero state destinate alla chiusura e all'abbandono». Critiche anche da Confagricoltura Toscana, che chiede «un passo indietro» alla Regione: «Molte aziende - afferma il presidente Marco Neri (nella foto) - basandosi sulle direttive della legge attuale sono già in fase di progettazione avanzata, e hanno pianificato investimenti per lo sviluppo delle attività turistiche. Non possono essere bloccate all'improvviso».

Posizione diversa per le associazioni del turismo all'aria aperta, secondo cui la regolazione normativa degli agricamping in Toscana «non può avvenire a discapito delle imprese del settore turismo open air, che da anni lavorano sul territorio e non possono permettersi di svolgere le loro attività in un regime di concorrenza sleale di fatto», come affermano Assocamping e Faita. «La legge toscana sull'agricamping - scrivono in una nota congiunta Michele Montemagni, presidente di Assocamping Toscana e Giampiero Poggiali, presidente di Faita Toscana - è necessaria per debellare l'abusivismo oggi presente. Su questo aspetto in particolare il testo proposto va migliorato. Ben venga quindi un tavolo di approfondimento tecnico, come chiesto da altre associazioni di categoria».