Oggi | 1 agosto 2019 18:45

Mps accelera sugli Npl e migliora il patrimonio

Un'accelerata importante sullo smaltimento dei crediti deteriorati, a fronte di un rallentamento nel risultato economico: il risultato messo a segno da Banca Mps nel primo semestre 2019 vede un utile di 93 milioni, in calo del 67,7% sullo stesso periodo del 2018, appesantito da componenti non operative per 140 milioni, con una flessione dei ricavi a quota 1,55 miliardi (-9,3%), dovuta a un andamento negativo delle commissioni nette (-10,7%) e del margine di interesse (-6,5%), ma una situazione patrimoniale in miglioramento, col transitional Cet1 ratio che sale al 14% e il transitional total capital che va al 16%.

Nel periodo si è accelerata la riduzione dei crediti deteriorati: l'Npe ratio lordo è atteso al 12,7% a fine 2019, in anticipo di due anni sul piano. Mps ha ridotto nel corso del 2019 il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale dei crediti (Npe ratio lordo) dal 17,3% di fine 2018 al 14,6%, considerando oltre ai 2 miliardi di cessioni in corso, ulteriori 2 miliardi di euro di cessioni previste per il secondo semestre 2019.

«Il fatto che la banca stia procedendo più rapidamente per noi è un messaggio estremamente incoraggiante», ha commentato l'amministratore delegato Marco Morelli, presentando i risultati agli analisti, ricordando che nel luglio del 2017, quando venne presentato il piano industriale la banca aveva «sofferenze per circa 40 miliardi e oggi siamo ben al di sotto di quella cifra», per cui «il lavoro che il gruppo è riuscito a fare è decisamente notevole».

Negli ultimi giorni, con tre operazioni distinte, Banca Mps ha ceduto 1,15 miliardi di euro in crediti deteriorati. La conclusione degli accordi con Illimity Bank e Cerberus Capital Management «rappresenta un ulteriore e significativo passo avanti - afferma l'istituto senese - nel processo di accelerazione del derisking previsto dal Piano di Ristrutturazione 2017-2021 e nel rispetto degli impegni presi con la Commissione Europea».

I due accordi con Illimity Bank "pesano" sul totale per un valore complessivo di quasi 700 milioni di euro. La prima operazione riguarda la cessione pro-soluto di Npl di titolarità di Banca Mps e Mps Capital Services, un portafoglio da oltre 240 milioni di euro che comprende crediti di tipologia mista (secured ed unsecured), originariamente assistiti da garanzia Ismea. La seconda operazione ha per oggetto la cessione di inadempienze probabili di titolarità di Banca Mps e Mps Capital Services, portafoglio di circa 450 milioni di euro che comprende crediti prevalentemente unsecured vantati verso clientela corporate.

L'operazione perfezionata con un'affiliata di Cerberus Capital Management ha invece un valore complessivo di circa 455 milioni di euro. L'accordo ha per oggetto la cessione di inadempienze probabili di titolarità di Banca Mps e Mps Capital Services: il portafoglio comprende crediti prevalentemente secured vantati verso clientela corporate.

La dinamica commerciale si è tradotta in un aumento di 3,6 miliardi di euro dei conti correnti e dei depositi vincolati, a fronte di un costo del funding sostanzialmente
stabile, e in nuove erogazioni di mutui per oltre 3 miliardi e nella crescita della bancassurance. La raccolta del gruppo è risultata pari a 192,4 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo e in crescita di 5,4 miliardi da inizio anno principalmente per l'incremento della raccolta indiretta.

Mps ha ricevuto 80 manifestazioni di interesse per il portafoglio di immobili messo in vendita per adempiere a uno degli impegni del piano di ristrutturazione concordato con la Ue. «Abbiamo ricevuto 60 manifestazione di interesse per tutto il portafoglio immobiliare e altre 20 per alcune parti del portafoglio», ha detto Morelli, spiegando che «fisseremo una nuova scadenza il 16 settembre e dopo quella data selezioneremo una rosa di potenziali acquirenti per poi procedere più rapidamente alla conclusione di questa operazione«.