Oggi | 23 luglio 2019 17:53

Le partecipate in rosso pesano sul bilancio regionale

Un risultato finanziario negativo (-476,15 milioni di euro) ma in miglioramento rispetto a quello del 2017 (-679,98 milioni), un disavanzo sostanziale anch'esso in miglioramento (2.268,94 milioni) ma che richiederà anni per essere riassorbito, e criticità di bilancio nelle partecipate, soprattutto Fidi Toscana e le società termali. La Sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei conti ha deliberato la parificazione del rendiconto generale della Regione per il 2018, non rinunciando a mettere in luce, sia nella relazione, sia nella requisitoria del procuratore regionale Acheropita Mondera, i punti critici che emergono nel quadro generale.

L'indebitamento regionale è stato mantenuto nei limiti previsti dalle attuali disposizioni normative, e viene definito dai magistrati molto consistente, essendo pari a 1.897,41 milioni, in leggero calo rispetto al 2017 (1.948,22 milioni) La spesa sanitaria corrente rimane sostanzialmente stabile, passando da 6.739 milioni di euro del 2017 a 6.797 milioni di euro del 2018, con un incremento pari allo 0,86%. Continuano a riscontrarsi però «criticità relative alla tardiva ripartizione ed erogazione del Fondo sanitario - si legge - tra le aziende e gli altri enti del Servizio sanitario regionale, che determinano un disallineamento tra il bilancio della Regione e quello dei singoli enti».

Il governatore Enrico Rossi, rivendicando la solidità della Regione con «un miliardo in cassa su un bilancio regionale che è di un miliardo e 350 milioni al netto della sanità e dei fondi europei», ha spiegato che «pensiamo di poter finire nei prossimi 6 anni» con il riassorbimento del debito contratto per gli investimenti nelle nuove strutture ospedaliere, ricordando che «abbiamo fatto investimenti per 3,5 miliardi pagando cash» per cui «senza interessi» che «sarebbero stati di 250 milioni all'anno«. Peraltro, ha aggiunto Rossi, «mai abbiamo dovuto mettere al massimo le tasse per pagare la sanità, come hanno fatto persino Lazio, Veneto e Piemonte». Per abbattere i tempi di pagamento in sanità, ha aggiunto il presidente della Regione, «basterebbe che lo Stato centrale ci trasferisse quello che è nostro», ovvero "130 milioni del 2016-17 quanto a premialità, e 350 milioni di payback», per cui «speriamo che il governo adempia a questi compiti con premurosa sollecitudine».

Più complessa la situazione delle partecipate, dove la Corte dei conti rileva «una situazione preoccupante, in cui le prospettive di recupero dell'equilibrio finanziario da parte delle società pare complicato quantomeno nel breve periodo». Se la società Interporto Toscano A. Vespucci potrebbe superare la propria sofferma finanziaria grazie al "salvataggio" della Regione, i magistrati non si pronunciano su Terme di Montecatini Spa, mancante di un piano industriale aggiornato dopo che la Regione ha revocato la procedura di liquidazione, e Imm Carrara Spa, ancora priva di un piano industriale all'indomani della fusione con la propria partecipata Carrara Fiere Srl.

Per Fidi Toscana «la mancata adozione di interventi correttivi in tempi brevi potrebbe mettere a rischio la stessa continuità aziendale», sostiene Mondera, secondo cui «non si prospetta alcuna inversione di tendenza dei risultati dell'attività caratteristica», e dunque «la necessità di un piano industriale basato su scelte strategiche, idoneo a far superare la crisi della società, è un impegno non più rinviabile».