Oggi | 22 luglio 2019 12:34

Export dei distretti, Toscana positiva a inizio 2019

L'export dei distretti toscani nel primo trimestre 2019 è stato pari a 4,7 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo 2018 (è la stessa crescita dell'export toscano nel suo complesso ). E' quanto rivela il Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, secondo cui la Toscana è la prima regione per variazione assoluta delle esportazioni nel trimestre, e terza per valore assoluto dei flussi dietro Veneto e Lombardia.

Sulla crescita incide fortemente l'apporto della voce 'Pelletteria e calzature di Firenze', stabilmente il primo distretto per valore assoluto dell'export, che nel primo trimestre dell'anno fa segnare una crescita del 53%; al netto di questo distretto, le realtà toscane avrebbero comunque realizzato un tasso di crescita superiore rispetto alla media nazionale dei distretti industriali (+3,7% verso +0,9%).

«Nei primi 5 mesi dell'anno in Toscana e Umbria abbiamo erogato 1,4 miliardi di credito alle imprese e le abbiamo assistite in percorsi di valorizzazione», afferma Luca Severini (nella foto), direttore regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo, osservando che «i segnali positivi dell'export regionale provengono da settori e aziende che riescono a guardare ai mercati internazionali grazie a investimenti e strategie vincenti. Il nostro gruppo sostiene i loro progetti di crescita, innovazione, internazionalizzazione e digitalizzazione, incentivando anche scelte di circular economy».

I distretti più performanti nel periodo in analisi, oltre alla Pelletteria e calzature di Firenze, risultano quelli della moda (Abbigliamento di Empoli +39%, Calzature di Lamporecchio +71%, Pelletteria e calzature di Arezzo +11%, Tessile e abbigliamento di Arezzo +11%), insieme all'Oreficeria di Arezzo (+19%). Sostanzialmente stabili il Tessile e abbigliamento di Prato (+0,1%) e il Marmo di Carrara (-0,2%), cala il Cartario di Lucca sia nei prodotti in carta (-13%), sia nel settore delle Macchine per l'industria (-21%). Questa flessione penalizza i numeri generali delle vendite verso i mercati emergenti lontani (-4,5%), per la riduzione dei flussi legati alle macchine del cartario verso Indonesia (-99%) e Sudafrica (-70%), «andamenti - spiegano i ricercatori - che rispecchiano la modalità operativa e commerciale di questo settore, basato principalmente su commesse pluriennali».

Fra i mercati che invece registrano numeri positivi figurano la Svizzera, hub logistico del sistema moda, i cui flussi sono più che raddoppiati rispetto a marzo 2018, e il mercato statunitense (+15,7%) che rimane secondo sbocco dopo l'hub elvetico, con la Francia (+6,5%) che consolida il terzo posto, mentre la netta ripresa dell'export verso gli Emirati Arabi Uniti (+37%) è trainata da un rimbalzo della domanda del settore orafo.

Fuori dai distretti tradizionali, i settori ad alta tecnologia hanno realizzato 620 milioni di euro di esportazioni: il Biomedicale di Firenze ha incrementato l'export con oltre 55 milioni (+3%). Il Polo farmaceutico toscano invece ha effettuato esportazioni per 565 milioni e nonostante una leggera riduzione (-8%) dopo il balzo dell'anno precedente (+40%), continua a mostrare un elevato dinamismo in termini di capacità di attrarre investimenti e di rafforzare la presenza sul territorio anche attraverso aggregazioni di imprese (rete Pharma Valley Toscana).