Oggi | 22 luglio 2019 16:25

Carrara, il marmo 'insidiato' dalla pietra artificiale

La pietra artificiale si fa largo sempre più sui mercati internazionali, conquistando quote crescenti di business e, per la prima volta, un approfondimento nel rapporto "Stone sector 2019 trade innovation", realizzato come ogni anno dal centro studi di Imm-Internazionale Marmi e macchine e presentato oggi, 22 luglio, a Carrara.

Il report - che da oltre 30 anni analizza il trend del commercio internazionale dei prodotti lapidei e rappresenta un punto di riferimento qualificato per gli operatori del settore - quest'anno si conclude appunto prendendo in esame la pietra artificiale, ormai competitor diretto della pietra naturale su varie applicazioni come i rivestimenti per interni, i piani cucina e i rivestimenti per bagni.

Il valore delle esportazioni a livello mondiale è passato, negli ultimi dieci anni, da circa 2,95 miliardi di dollari a 7,9 miliardi, spinto soprattutto dalla pietra artificiale cinese (il cui valore è passato da 240 milioni a oltre 3,2 miliardi). In seconda posizione si piazza la Germania (600 milioni di dollari) tallonata dalla Spagna (con un valore della pietra artificiale esportata pari a 588 milioni di dollari).

Dal lato dell'import, il mercato trainante è quello statunitense che cresce al ritmo del 25% all'anno.

«Dai dati emerge l'importanza di questi materiali come diretti competitor della pietra naturale - afferma Imm - ed è per questo motivo che occorre monitorare i flussi commerciali dei prossimi anni per fornire alle aziende operanti nel settore della pietra naturale dati sempre aggiornati che consentano di studiare strategie per competere al meglio sui mercati internazionali».

«Stiamo attraversando una fase complessa per l'economia del settore - sottolinea il presidente di Imm Fabio Felici – condizionata da molti fattori quali, solo per ricordare i principali, la guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina, il rallentamento in Italia nel settore delle costruzioni e le crescenti quote di mercato acquisite dai produttori di pietra artificiale. A livello nazionale il distretto apuo-versiliese limita il generale trend negativo che coinvolge i principali distretti italiani soprattutto grazie all'export di materiali grezzi, registrando un -0,79% rispetto al -15,3% del distretto lombardo e il -13,2% di quello veneto, ma è fuor di dubbio che il settore non stia attraversando un momento facile».

I dati Imm indicano l'export 2018 del distretto toscano in calo nel complesso dell'1,8% a 724,58 milioni: al -0,79% della voce 'pietra, sabbia e argilla' (che vale 248,8 milioni) si affianca il -2,31% delle pietre tagliate, modellate e finite (che valgono 475,8 milioni di export).