Oggi | 15 luglio 2019 19:22

Salvadori presidente della Fondazione Cr Firenze

Emozionato e felice, Luigi Salvadori (nella foto) è stato eletto oggi, 15 luglio, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze, una delle fondazioni più "ricche" d'Italia, sia sul fronte del patrimonio (1,68 miliardi di euro) che su quello delle risorse erogate al territorio (33,8 milioni quest'anno). Nessun voto contrario è stato espresso dai 12 membri del consiglio di amministrazione della Fondazione, quattro gli astenuti. Prende il posto di Umberto Tombari, arrivato a fine mandato e non più rieleggibile.

Salvadori rimarrà - per adesso - anche a capo di Confindustria Firenze, ma «lascerò prima della fine dell'anno», ha spiegato incontrando la stampa subito dopo l'elezione, «compatibilmente con le esigenze organizzative». Il suo mandato sarebbe scaduto con l'elezione del successore, probabilmente a gennaio-febbraio 2020, dopo la modifica dello statuto dell'associazione industriali.

Nessuno stravolgimento nella linea d'azione della Fondazione, ha spiegato Salvadori, che ha insistito molto sulla necessità di «essere al passo con i tempi, anticipare i bisogni della città e dei cittadini» e ha citato il calo demografico, le necessità degli anziani, l'integrazione multirazziale e la formazione, tema che sta particolarmente a cuore al neo- presidente, anche per la sua provenienza imprenditoriale: «I tanti posti di lavoro che oggi restano non coperti per mancanza di figure professionali adeguate sono una colpa della nostra generazione», ha detto Salvadori, 62 anni, fiorentino, laurea in Economia. Quale sarà la sua "impronta" sull'azione della Fondazione? «Quando le cose funzionano, non esistono mode». Necessità di rivedere gli investimenti? «E' il nuovo consiglio di amministrazione che deciderà».

Entro il prossimo ottobre sarà approvato il nuovo documento pluriennale che definirà i profili di rischio e i rendimenti che la Fondazione vuole perseguire, in uno scenario che - come ha spiegato il direttore Giuseppe Gori - è profondamente cambiato. «Da quando abbiamo approvato il precedente documento pluriennale la curva dei tassi è scesa di 1,5 punti». La certezza, in ogni caso, è che l'investimento in Intesa Sanpaolo, pari al 2% del capitale, resta «strategico» e che i rapporti con la banca «sono e resteranno buoni». «Sono qui nel segno della continuità», ha sottolineato Salvadori.