Oggi | 15 luglio 2019 19:42

Più imprese del terziario, ma con meno ricavi

Il terziario è l'unico comparto economico che si mantiene in crescita demografica in Toscana, attenuando le perdite degli altri: un dato che Confcommercio Toscana rivendica, sulla base di un'indagine di Format Research che segna l'avvio di una collaborazione, per la realizzazione dell'osservatorio congiunturale regionale sul terziario, fra l'associazione e la società di ricerca.

Sebbene il saldo generale fra imprese nuove e cessate nel 2018 sia stato negativo (-661, 23.681 nuove contro 24.342 cessate), quelle di commercio, turismo e servizi sono aumentate di 1.929 unità. Dal punto di vista occupazionale, 4 imprese su 5 sostengono che nel primo semestre 2019 la situazione sia migliorata o si sia consolidata. L'indagine evidenzia che meno di un'impresa su cinque (19%) ha fatto domanda di credito, nel 48% dei casi per esigenze di liquidità e di cassa: due su tre si sono viste accettare la richiesta, ma le condizioni sembrano irrigidirsi rispetto al passato.

Si deteriora nel frattempo il clima di fiducia fra gli imprenditori: se l'indice di fiducia nell'andamento della propria impresa è di 41,9 (40 per il prossimo semestre), l'indice relativo all'economia italiana è pari a 30,2 (28,9 per il prossimo semestre). Un terzo delle imprese del terziario della Toscana segnala già un peggioramento del livello dei ricavi nel corso dei primi sei mesi del 2019.

«Dobbiamo assolutamente smuovere il mercato interno, e per fare questo dobbiamo abbassare le tasse e non aumentare l'Iva», afferma Anna Lapini, presidente di Confcommercio Toscana. «Il terziario in Toscana è artefice di buona parte del valore aggiunto della regione - sostiene Pierluigi Ascani, presidente di Format Research - ma lo scenario generalizzato di difficoltà (crisi di fiducia, crisi dei consumi) nel quale le imprese operano richiede la condivisione delle strategie di sviluppo del territorio con la politica, le amministrazioni pubbliche locali e delle altre componenti dell'economia».