PROMO PA | 29 giugno 2019 10:31

Rete Città della cultura, city branding per Parma

«D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda», così scriveva Italo Calvino, offrendoci ancora una volta una chiave di lettura straordinariamente contemporanea e contestualmente ancestrale del rapporto tra cittadino e città.

Noi amiamo o rifiutiamo, proteggiamo od offendiamo le nostre città in misura proporzionale alle risposte che esse danno alle nostre domande quotidiane, al modo in cui soddisfano i nostri bisogni, al livello di benessere o malessere di cui sono portatrici: il nostro essere cittadini passa da un processo di ri-conoscimento luogo-indivuduo che si costruisce quotidianamente attraverso un caleidoscopico sistema di domande/risposte che ci scambiamo fin dalla nascita con la terra in cui muoviamo i passi.

E' così che, chi governa una città si trova a dover rispondere, rinnovando strumenti e processi, ai bisogni di individui diversi per generazione, cultura, formazione, interessi, attraverso processi, servizi e prodotti che vanno dal parco giochi al certificato di nascita, dall'offerta culturale alla mobilità, dalla cura del verde alla raccolta dei rifiuti, etc…. tutti elementi che nell'offrirsi al fruitore generano l'immagine stessa della città e ne determinano la sua percezione, positiva, neutra o negativa, fino ad incidere sul "portato" del suo stesso brand.

Ed è proprio riflettendo su questi temi che Parma, Capitale Italiana della Cultura per il 2020, ha deciso di scommettere su una grande operazione di City Branding, annunciata lo scorso 22 giugno, in una mattinata di anteprima sul Programma del 2020.

«Un brand che rappresenti coerentemente - così il dossier di candidatura - l'identità di una città non può che essere progressivo e collettivo. Progressivo perché la città non è un'invenzione, ma un'entità fluida in continua metamorfosi, il cui senso deve potersi sviluppare senza dimenticare le radici. Collettivo perché la città è fatta di donne e uomini, memorie, desideri che devono sentirsi rappresentati dalla visione che si intende proporre. Il brand di Parma è costituito allora dalla sua memoria, dalla sua terra e da una tensione verso il futuro».

E da qui muoverà il processo di City Branding che coinvolgerà stakeholders locali, pubblici e privati, e cittadini, affinché prendano coscienza del fatto che sono loro stessi i primi ambasciatori della città dove vivono e che sono loro a definire dinamicamente l'identità unica e irripetibile della città, tema quest'ultimo che sarà riproposto a a LuBeC il 4 ottobre, nell'ambito delle attività della rete delle Città della Cultura. In quell'occasione Comune di Parma e Promo Pa, che ha elaborato il dossier di candidatura e ora cura il coordinamento dei progetti di Parma2020, attiveranno un laboratorio per condividere con le altre città obiettivi e strumenti replicabili sul tema. Un laboratorio pensato anche in risposta alla motivazione che il Mibac ha posto alla base dell'attribuzione del titolo, ovvero essere luogo di sperimentazione e attuazione di modelli di sviluppo pubblico-privato replicabili e scalabili. 

Francesca Velani