Oggi | 5 giugno 2019 14:58

Il Tar ripesca il termovalorizzatore della Piana

Si riapre a sorpresa la partita del termovalorizzatore di Case Passerini, a un anno dalla sentenza del Consiglio di Stato che annullava l'autorizzazione unica emanata dalla Città metropolitana di Firenze: il Tar della Toscana ha infati accolto la richiesta di sospensiva presentato dalla società Q.Thermo contro il diniego opposto dalla Regione Toscana all'autorizzazione unica per realizzare l'impianto, mentre il ricorso sarà discusso nel merito nell'udienza pubblica del 17 dicembre 2019.

Non solo: i magistrati della seconda sezione del Tribunale amministrativo chiedono alle amministrazioni locali di ripensare tutto l'assetto dell'area. «Appare necessario - scrive l'estensore del provvedimento, Alessandro Cacciari - procedere ad una riprogrammazione complessiva delle opere da realizzarsi nel territorio della Piana fiorentina, che effettui un coordinamento complessivo delle stesse in particolare per quanto attiene alle reciproche interferenze e alla definizione dei rispettivi compiti delle amministrazioni locali interessate, secondo un criterio di efficacia che sembra essere mancato nell'azione amministrativa finora svolta». I magistrati ritengono quindi di «ordinare alle amministrazioni intimate di riattivare il procedimento secondo tale logica».

«Come per la questione dell'aeroporto anche in questo caso faremo ricorso, riteniamo fondato il diniego che abbiamo espresso alla richiesta di autorizzazione del termovalorizzatore che già era stato diniegato dal Consiglio di Stato», ribattono il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'assessore all'ambiente Federica Fratoni. «A seguire le indicazioni del Tar - dichiarano - dovremmo rinunciare all'adeguamento dell'aeroporto, una struttura che esiste e che serve allo sviluppo della Toscana, e riaprire invece la procedura sul termovalorizzatore, che invece non solo non esiste, ma appartiene a una programmazione vecchia di 25 anni fa e nascerebbe già obsoleto. Da parte nostra pensiamo che i giudici debbano fare i giudici, ma che tocchi alla politica, anche accogliendo l'invito a essere più efficaci, a prendere in mano in modo esplicito questa situazione ed assumersene le responsabilità».