Oggi | 24 maggio 2019 11:04

I consumi non crescono, anzi frenano

La debole ripresa dei consumi iniziata nel 2014 si è già esaurita, senza recuperare quanto perso durante la crisi. È quanto emerge da un dossier presentato a Roma da Confesercenti dal quale emerge, fra l'altro, come siano molte le ragioni e i motivi che fanno sì che il nostro Paese non cresca. In particolare c'è una frenata dei consumi da parte delle famiglie e attualmente la spesa media dei toscani è inferiore di circa mille euro rispetto al 2011.

L'impatto sul commercio è stato molto forte. Tra crisi, boom dell'e-commerce e improvvisa ‘deregulation forzata' il settore negli ultimi otto anni ha registrato numerose e pesanti perdite anche nella nostra regione. Gli unici settori in crescita sono quelli in grado di intercettare i cambiamenti delle abitudini di consumo degli italiani dettati dalla crisi e dalle nuove sensibilità; e nella maggior parte dei casi sono legati al settore della "nuova ristorazione".

«La Toscana, in termini di consumi, perde molto meno rispetto alle regioni del Centro Nord e addirittura meno della metà della media nazionale - commenta Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana -. Una contrazione che racconta di una Regione capace di esprimere un tessuto commerciale ancora forte e presente soprattutto nelle città capoluogo di provincia e a forte vocazione turistica; tutto questo nonostante un processo di profonda trasformazione delle nostre città. Anche in Toscana, infatti - continua -, a sostituire le ‘botteghe' sono stati ristoranti, pubblici esercizi e altre imprese della ristorazione che sono aumentate in maniera esponenziale negli ultimi otto anni e ben oltre la media nazionale».

I consumi delle famiglie toscane si attestano nel 2018 a circa 32.500 euro, cifra inferiore di 1.200 rispetto al 2011. La composizione della spesa privilegia trasporti, servizi sanitari, alimentari ed eventi culturali ed artistici a discapito di abbigliamento e comunicazioni. «Questi dati - conclude Gronchi - confermano che la nostra regione è in linea con il trend generale di spostamento di spesa dai prodotti ai servizi, in cui la componente legata al food ai viaggi e alla cultura fanno la parte del leone».